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“Il ragazzo che voleva essere un buon padre” di Fulvio Fiori in libreria

In libreria per Anteprima il nuovo libro di Fulvio Fiori “Il ragazzo che voleva essere un buon padre. Storia dei diari della fiducia”.
Gli aforismi universali di quel grande percorso della vita che ci porta a diventare, essere e crescere come padri.

In questa intervista cerchiamo di saperne qualcosa in più…

Quando nasce “Il ragazzo che voleva essere un buon padre”?

Grafica Divina

I primi frutti maturano nella Primavera del 2021, sotto forma di aforismi lunghi. Forse la pandemia e l’isolamento forzato mi hanno spinto ad ascoltare ancora più in profondità ciò che mi fa sentire vivo. Come l’essere padre. Perché per me, non è solo l’avventura di aver generato nuove creature, è un punto di vista sul mondo: sentire di poter aiutare qualcuno a crescere e a realizzarsi. E vederlo un giorno andare per la sua strada, colmo di fiducia.

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E fiducia è anche la parola guida di questo nuovo libro. Tutti ne abbiamo bisogno, in particolare l’Universo maschile, che attraversa lunghi anni di fragilità e smarrimento. Morto il tradizionale ruolo di padre-padrone, con le donne fuori casa, impegnate in un’intensa espressione personale, il padre non sa più chi è.

Lo psicanalista Massimo Recalcati (che cito nel libro) dice: “I padri latitano, si sono eclissati o sono divenuti compagni di gioco dei loro figli. Tuttavia, nuovi segnali, sempre più insistenti, giungono dalla società civile, dal mondo della politica e dalla cultura, a rilanciare una inedita e pressante domanda di padre.” Il nuovo libro è il mio contributo di autore per trovare una risposta a questa domanda, individuale e perché no, collettiva.

Come lo ha costruito?

Il libro ha una struttura mista, è narrativa aforistica, nel senso che è un vero e proprio romanzo, con una trama che nasce, cresce e si conclude. E al tempo stesso presenta parti riflessive in forma sintetica. Per l’appunto, aforismi, però abbastanza lunghi, a differenza di quelli che ho scritto finora, che sono brevissimi (i fortunati aFIORIsmi). Nasce così la storia di un ragazzo che vive tutte le paure di un uomo che diventa padre, ma più intense, perché non ha avuto un buon padre. Quindi, teme a sua volta di fallire. Gli viene in soccorso l’amato Maestro di Yoga, che il ragazzo pratica da molti anni, insieme a un piccolo gruppo di amici affiatati.

Il suo Maestro lo invita a scrivere, a tenere un diario al quale affidare tutti quei pensieri, riflessioni ed esperienze che lo fanno sentire un buon padre. Errori inclusi. E sarà proprio questo spostamento da dentro di sé a fuori di sé ad aiutarlo, in un viaggio di parole ed emozioni, intenso eppure quotidiano, dal rosso del cuore al bianco della pagina. Un viaggio che il lettore si troverà a condividere, mi auguro sentendosi accompagnato, sostenuto e stimolato. Che sia un padre, una madre, un figlio… chiunque.

C’è un filo rosso con il suo precedente libro?

Effettivamente, sì. Il mio romanzo precedente – che Calibano Editore ha ripubblicato nel 2021, rivisitato e ampliato, col titolo DOVE HO SBAGLIATO? – costituisce un dittico con questo nuovo libro. Perché racconta la storia vera di un padre che perde tutto: moglie, lavoro, casa e persino i figli. È un grido di denuncia sulla condizione di molti padri separati, con la legge che li equipara alle madri, ma nella realtà sono solo portafogli. Tuttavia, anche questo romanzo è un inno alla fiducia. Perché il protagonista, nonostante tutto, riesce a rinascere.

Nella mia intenzione, questi due libri sono l’uno la naturale prosecuzione dell’altro, perché rispecchiano l’approccio di un filosofo che ho amato fin dal liceo: Socrate e il suo metodo dell’ironia e della maieutica. Per questo, nel romanzo precedente ho messo in risalto i problemi dei padri (ironia), mentre nel nuovo libro ho cercato di ispirare a trovare una visione, le risposte, la propria strada (maieutica). I lettori decideranno se ci sono riuscito.

Cosa si aspetta?

Rispondo con una delle riflessioni del protagonista, che si intitola DISATTESE: “Il buon padre nutre aspettative sul proprio figlio. Ma sa che molte di queste verranno disattese, per lasciare spazio alle nuove aspettative che il figlio nutrirà per sé stesso”. Intendo dire che ogni libro è come un figlio per l’autore, che sogna di vederlo diventare grande. Ma ho imparato che ogni libro ha un suo destino, che l’autore non può pilotare, proprio come un padre non può pilotare un figlio. Anche se confesso di sognare che questo libro aiuti i padri e le madri a camminare fianco a fianco più consapevoli, più uniti e più fiduciosi.

Tuttavia, come dice un altro degli aforismi del libro, DUE VOLTE: “Il buon padre non può baciare due volte lo stesso figlio. E il figlio non può abbracciare due volte lo stesso padre. Come non si può nuotare due volte nella stessa acqua. Il buon padre comprende questa legge universale. E insegna al figlio che l’amore fra due esseri umani, incluso quello sacro tra padre e figlio, tra figlio e madre, è sempre l’amore fra due sconosciuti”.

La relazione fra il lettore e lo scrittore è della stessa natura: due sconosciuti che si incontrano nell’amore per un libro. Quindi alla fine, mi aspetto semplicemente che IL RAGAZZO CHE VOLEVA ESSERE UN BUON PADRE incontri i lettori che è destinato a incontrare, faccia la sua vita e sia felice.

E cosa l’aspetta?

Mi aspetta Pablo Neruda, il mio cucciolo di cane meticcio, figlio di madre labrador e padre sconosciuto (come spesso accade anche agli umani). Da un anno condivide felicemente la mia casa e lo studio in cui scrivo. Col suo sguardo profondo e colmo di fiducia, veglia su di me e su tutte le emozioni che trasformo in parole. Che presto diventeranno nuovi libri. Come io veglio con amore su di lui, da buon padre. Almeno spero.

L’autore: Fulvio Fiori

Fulvio Fiori si definisce «Terapeuta della parola», perché aiuta le parole a star bene. Profondo studioso degli effetti che le parole e le immagini hanno sul corpo e sulla mente, ha ideato il metodo Bioscrittura®, la scrittura che cura, di cui tiene corsi per tutti e anche per i professionisti nelle relazioni d’aiuto e nelle aziende.

Autore di teatro e attore (voce italiana di Gregg Braden, Deepack Chopra, David Icke), ha vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica, il Premio Teatro Totale per la Drammaturgia e molti altri. È stato copywriter internazionale, ha scritto romanzi, racconti e manuali che sono diventati bestseller. I suoi aFIORIsmi sono pubblicati in USA, sui diari Comix e ovunque sul web. Oggi insegna Tai Chi Chuan, Training Autogeno e Meditazioni Creative.

Come Mozart è fermamente convinto che subito dopo Dio, venga Papà.

Se vuoi sapere qualcosa in più sui libri di Fulvio Fiori, scopri qualcosa in più anche su “Le parole che fanno bene” o su “Il matrimonio è una fiaba a lieto inizio”.

Intervista di: Matilde Alfieri

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