Home Da ascoltare Caracas live all’Auditorium di Roma con Badara Seck ospite

Caracas live all’Auditorium di Roma con Badara Seck ospite

CARACAS SPECIAL GUEST BADARA SECK

LUN 17 DIC | 21:00 | TEATRO STUDIO BORGNA

Grafica Divina

CARACAS LIVE ALL’AUDITORIUM DI ROMA con Badara Seck ospite speciale

e le immagini di “Que Viva Mexico” di Sergej Ejzenštejn

Stefano Saletti : bouzouki, charango, chitarra elettrica, voce, melodica, electronics
Valerio Corzani : basso, voce, electronics

Erica Scherl : violino, tastiere
Eugenio Saletti : chitarra elettrica, voce
Filippo Schininà : batteria

special guest : Badara Seck voce

Caracas è il risultato di una fertile partnership tra Valerio Corzani (Mau Mau, Mazapegul, Gli Ex, Interiors) e Stefano Saletti (Novalia, Piccola Banda Ikona, Café Loti, Sete Sois Sete Luas Orchestra).
I due hanno composto, arrangiato, suonato e prodotto l’album omonimo. Il filo rosso musicale dell’intero progetto è la sottolineatura – negli arrangiamenti e negli incastri ritmici – del “levare”. Una sorta di benefico galleggiante sonoro che ha permesso ai due di intraprendere un mirabolante viaggio alla ricerca di una sorta di cosmopolitismo degli strumenti, degli idiomi e delle musiche.
Un progetto world-reggae con partenza dal Mediterraneo per circumnavigare il globo terracqueo con la prua puntata sul meticciato sonoro e sulle alchimie ritmiche. Il reggae, dunque la Giamaica, utilizzando gli stilemi di quella musica per incrociare soluzioni nuove, aggiungere buone dosi di elettronica e scomodare anche molti altri bacini etnici (dal deserto Tuareg alla Turchia sufi, dalle Hawaii al Sudamerica, da certo soul-jazz statunitense agli ibridi dub della britannica On-U Sound…).
La serata verrà ulteriormente “accesa” dalla proiezione incrociata delle immagini di “Que viva Mexico!”, film-documentario girato nel 1931 dal regista sovietico Sergej Ejzenštejn. Le immagini di quel Messico così vivido e seducente, povero eppure ammaliante, pieno di contrasti, ma unificato dal bianco e nero virato di Ejzenštejn, vengono ripresi dalla band dei Caracas che trasformano il loro commento musicale in un lungo itinerario intriso di psichedelia, bassi profondi, corde di violino, bouzuki, cavaquinho…non una vera e propria sonorizzazione, ma un commento lasco alle suggestioni visive delle storie iconiche del regista russo.

LUN 17 DIC | 21:00 | TEATRO STUDIO BORGNA – ingresso 12 euro

Infoline: tel. 0680241281
biglietteria: tel. 892101 (servizio a pagamento)

video & suoni:
E la luna bussò [official video]
Dub Sunset [official video]

Hanno detto di CARACAS:

“I Caracas mescolano sentimenti, amalgamano alchimie, attraversano pezzi di pianeta usando il pentagramma come un piccolo aereo privato…due gauchos che a dispetto delle mode hanno realizzato un’opera bella e solare, che sa di mare e di rum” Daniela Amenta “L’Unità”

“Uno stile libero e caldo, privo di dogmatismi o intellettualismi; ascoltandolo, Marc Ribot o Ry Cooder sorriderebbero di sicuro compiaciuti” Federico Guglielmi “Blow Up”

“Un vero e proprio capolavoro di mimetismo…un album che unisce brillantentemente gobilità e rigore, anima e corpo” Antonello Cresti “Rockerilla”

“Si muove su sottili linee di confine tra Tropici e dub cosmpolita; lavora con delicatezza su armonici, sensazioni spaziali e atmosfere evocative” Paolo Ferrari “Rumore”

“Caracas è una specie di divertissement-omaggio al ritmo in levare, declinato e ripensato in scenari sonori e geografici sempre diversi: torrido world-dub, mediterraneo-dub, desert-dub, reggae con bouzouki, oud e marranzano, con qualche rinfrescante spruzzo di elettronica” Jacopo Tomatis “Il Giornale della Musica”

“Caracas riesce sempre a sorprendere sviando vacuità world ed esercizi di stile, esibendo architetture iterative e avvolgenti, mutevoli e ondivaghe, danzanti e accarezzanti” Ciro De Rosa “Blogfoolk”

“Caracas ha il merito di ricomporre in un delizioso intreccio l’annoso caveat tra avanguardia e tradizione” Grazia Rita di Florio “Il Manifesto”

“Un viaggio attraverso il Mediterraneo compiuto da due fantastici collaboratori che spingono la loro barca verso altre rotte più lontane…due artisti estremamente creativi ed in continua evoluzione” Tonino Merolli “Raropiù

“I confini Caracas fa di tutto per saltarli a piè pari, con l’aiuto di un collante miracoloso, la battuta in levare, gli echi del dub. E se a volte la bussola punta ai Caraibi, state pur certi che nel pezzo successivo vi sembrerà di essere dalle parti di Catania, o in Giamaica, o in medioriente” Guido Festinese “DiscoClub”

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