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“Grammatica del nuovo mondo” di Filippo Poletti in libreria

“Grammatica del nuovo mondo” di Filippo Poletti in libreria. Due anni di coronavirus dal caso dei turisti cinesi a Roma: tutto un altro mondo. Poletti ricostruisce le parole chiave a partire da quelle del presidente Mattarella. A Pasqua del 2020 il capo del Quirinale disse: accettiamo il contagio della solidarietà tra di noi.

Due anni esatti di coronavirus in Italia. Tutto iniziò con i due turisti cinesi ricoverati all’Istituto Spallanzani di Roma giovedì 30 gennaio 2020. Da allora a oggi è stato un susseguirsi di eventi di cronaca che hanno interessato tutto il nostro Paese con tante parole chiave come quelle del rieletto presidente della Repubblica Sergio Mattarella che a Pasqua del 2020 richiamò tutti gli italiani ad «accettare il contagio della solidarietà tra di noi». A ricostruire l’emergenza sanitaria è Filippo Poletti, giornalista e top voice di LinkedIn, nel libro “Grammatica del nuovo mondo” con premessa-testamento del filosofo Salvatore Veca.

Grafica Divina

“Grammatica del nuovo mondo” di Filippo Poletti in libreria

La prima full immersion dell’Italia nel coronavirus – ripercorre Poletti nel libro stampato da Lupetti – avvenne con i due visitatori della provincia di Wuhan, giunti in Italia nell’anno della cultura e del turismo Italia-Cina. Dopo aver visitato Verona, Parma e Firenze giunsero a Roma dove, giovedì 30 gennaio 2020, i coniugi furono ricoverati all’istituto Spallanzani di Roma e furono trovati positivi al coronavirus. Furono loro i primi due casi di coronavirus in Italia. Il giorno successivo, il 31 gennaio 2020, il Governo dichiarò lo stato di emergenza.

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Dopo la scoperta dei casi dei turisti cinesi, nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 febbraio 2020 si diffuse la notizia del focolaio di Codogno legato alla vicenda di Mattia Maestri. Fu la giornalista Bianca Maria Manfredi a lanciare dalla redazione milanese dell’Ansa la notizia del primo contagiato in Lombardia. Si trattò – si legge nel take pubblicato alle 00:54 di venerdì 21 febbraio 2020 – di un trentenne ricoverato all’ospedale di Codogno, nel Milanese, risultato positivo al test del coronavirus» e per il quale – dichiarò l’assessorato al welfare di Regione Lombardia – «sono in corso le controanalisi a cura dell’Istituto Superiore di Sanità». Era la notizia del paziente Mattia Maestri.

«La sorte – nota il cronista Poletti nell’ecatòmeron del suo libro ossia nella ricostruzione della cronaca dei primi 100 giorni del contagio – ha voluto che tre fatti cruciali nella storia del coronavirus siano accaduti di giovedì, rispettivamente giovedì 23 gennaio 2020, giovedì 30 gennaio 2020 e giovedì 20 febbraio 2020».

Il contagio ha rivoluzionato il nostro modo di parlare: l’aggettivo positivo ha assunto un’accezione negativa, mettendo tra parentesi il pensiero positivo. Alcune espressioni hanno acquisito nuovi significati: legate fino al 2019 all’inchiesta giudiziaria di cui il prossimo 17 febbraio ricorrerà il trentennale, dal 2020 le mani pulite sono associate alle raccomandazioni pubbliche di carattere igienico-sanitario. È il caso anche di RT, sigla che sta per retweet su Twitter e oggi utilizzata per indicare l’indice di trasmissibilità.

Il coronavirus ha colorato l’Italia in zona rossa, arancione, gialla e bianca, diffondendo lemmi come mascherina e smart working: «Il dizionario del nuovo mondo è in continua evoluzione – commenta il giornalista – e negli ultimi mesi si è polarizzato sulla contrapposizione tra no vax e sì sì sì vax. Questo braccio di ferro lessicale evidenzia la profonda spaccatura presente nella popolazione».

Nella grammatica pandemica trovano spazio nomi propri di persona che hanno contribuito a scrivere le pagine del nuovo mondo: è il caso della piccola Aurora Maria Perottino, nata a Moncenisio in Piemonte nelle settimane seguite allo scoppio del coronavirus, dopo anni che il secondo Comune più piccolo d’Italia non vedeva più una culla riempirsi. È il caso, a proposito di persone, del capitano campano della Diamond Princess, Gennaro Arma, ultimo a scendere dalla nave posta in isolamento dal 5 al 27 febbraio 2020 nel porto di Yokohama in Giappone. Oppure, ancora, dell’infermiera di Cremona Elena Pagliarini, addormentatesi sul tavolo di lavoro e immortalata in rete, della ricercatrice dello Spallanzani Francesca Colavita, a cui si deve l’individuazione della sequenza del nuovo coronavirus, dei nonni emiliani Alma Clara Corsini e Alberto Bellucci, ribattezzati da Poletti “nonni Speranza” dopo aver sconfitto la malattia respiratoria all’età di 95 e 100 anni. Ed è il caso – prosegue Poletti – del presidente dell’Inter Steven Zhang, autore dell’invettiva “pagliacci” indirizzata al presidente della Lega dei professionisti della Serie A Paolo Dal Pino in vista del match Juve-Inter, e dell’imprenditore veneto Gian Luca Rana con il super stipendio elargito a Natale a tutti i dipendenti.

Tra le parole chiave della pandemia ci sono quelle del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, in occasione del video-messaggio per la Pasqua del 2020, disse: «In molte lettere che ho ricevuto vengono narrate le storie di forzata solitudine che tanti stanno vivendo anche in questi giorni, abitualmente di festa condivisa. Comprendo bene il senso di privazione che questo produce. So che molti italiani trascorreranno il giorno di Pasqua in solitudine. Sarà così anche per me. Ma in questi giorni intravediamo, tuttavia, anche la concreta possibilità di superare questa emergenza. I sacrifici che stiamo facendo da oltre un mese stanno producendo i risultati sperati e non possiamo fermarci proprio adesso. Vorrei dire: evitiamo il contagio del virus e accettiamo piuttosto il contagio della solidarietà tra di noi.

Fu messaggio bellissimo – commenta Poletti nel libro –, «perché se c’è una parola che abbiamo riscoperto durante la pandemia, è la parola noi: abbiamo riletta la parola io all’incontrario, aggiungendoci la lettera n. Siamo entrati nell’era del noi, nella quale nessun uomo è un’isola. Anzi, nessuna specie è un’isola».

Nota sul libro

Autore: Filippo Poletti
Premessa: Salvatore Veca
Postfazione: Luigi Ballerini
Pagine: 258
Casa editrice: Lupetti

Biografia dell’autore

Top voice ufficiale di LinkedIn in Italia, dal 2017 Filippo Poletti cura su LinkedIn la rassegna quotidiana dedicata ai cambiamenti del lavoro ed è promotore del portale Rassegnalavoro. Ogni giovedì, su LinkedIn, conduce il talk New Normal Live. Giornalista professionista, dal 1996 a oggi ha scritto per oltre 30 testate tra le quali il Corriere della Sera: è stato consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Speaker in eventi nazionali e formatore, è guest speaker del MIP Politecnico di Milano.

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