Intervista al cantautore riminese Elia Pazzini

    Fuori il 19 novembre “Vuoto“, il nuovo singolo di Elia Pazzini
    Elia Pazzini è un cantautore Riminese, classe 1991.
    Dopo diversi anni di ricerca e sperimentazione musicale fra Londra, New York e San Diego, l’artista crea un suo stile originale di scrittura e di espressione. Il tratto distintivo sono le linee melodiche chiare ed efficaci abbinate a testi fluidi, romantici e capaci di arrivare dritti al significato. Il messaggio viene veicolato da sonorità che uniscono componenti elettroniche e acustiche, e da un’espressione vocale intima e versatile.
    Il risultato è un’atmosfera moderna e avvolgente tra l’onirico e il concreto, dove l’ascoltatore rimane immediatamente coinvolto. L’atmosfera del brano è da subito torbida e profonda, per aprirsi di colpo nei ritornelli dove emerge con forza. La produzione originale fra l’acustico e l’elettronico, insieme alle intriganti linee vocali, creano un richiamo quasi ipnotico, tipico di chi si perde nei propri pensieri, e trasporta immediatamente l’ascoltatore in un mondo parallelo, senza una chiara dimensione del tempo e dello spazio.

    L’intervista

    Elia Pazzini parlaci di te e di come è nato il tuo progetto musicale…

    Grafica Divina

    Ho iniziato il mio percorso artistico circa 7 anni fa. Ai tempi ero immerso in un ambiente universitario che non mi apparteneva e in una relazione personale molto difficile. La musica è stata uno sfogo naturale per esprimere davvero chi fossi. Inizialmente mi divertivo a scrivere melodie e testi a cappella, poi nel tempo,  ho aggiunto tutto il resto, produzione, canto e una ricerca costante al miglioramento di tutti gli aspetti della mia musica.

    Ti piacerebbe raccontare in una intervista chi sei e cosa fai?
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    È uscito il tuo ultimo singolo, ce lo racconti?

    “Vuoto” è nato per dare forma a quel sentimento di frustrazione nell’essere attratti da chi è costantemente irraggiungibile. Spesso amiamo stare vicino a persone che vivono solo d’istinti e passioni, da un lato questo le rende irresistibili, dall’altro è anche impossibile venire al primo posto per loro. Si tratta di persone che metteranno sempre davanti i loro bisogni e la loro fame di esperienze a tutto il resto.
    Ci poniamo come sfida personale il voler salvare chi sembra condannato a una vita di solitudine, ma non ci rendiamo conto che si tratta di un impegno non corrisposto e che alcuni, forse, non desiderano essere salvati.
    Nelle strofe si respira l’atmosfera torbida di dolore e attrazione verso queste persone, mentre nei ritornelli emerge con forza il dubbio se stiamo lottando per una battaglia sensata o no.
    Di fondo però, non c’è nessun rimpianto. Stare vicino a certe persone è doloroso ma ti porta a vivere esperienze difficilmente ripetibili in altro modo.

    Da dove arriva il tuo sound?

    Ogni aspetto delle mie esperienze, dei miei viaggi e della mia personalità influenza il mio sound. Forse la cosa che si sente di più è quell’atmosfera fra l’onirico e il concreto che rispecchia in pieno i due lati più importanti del mio carattere, l’essere realista e sognatore allo stesso tempo. È un connubio abbastanza unico, di solito si è l’una o l’altra cosa… e questa penso sia la mia originalità.
    Questo contrasto si riflette nel sound di quasi tutti i miei pezzi. Emergono infatti melodie chiare ed efficaci all’interno di atmosfere torbide e oniriche, create da un mix di componenti fra l’acustico e l’elettronico.

    SPOTIFY: https://open.spotify.com/track/1MyROWuJVVlmCSZVg3aJXV?si=16a0a470908c4750

    Fonte: PressaCom

    dasapere da ascoltare

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