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Caterina Roncati studiosa di profumi? Naso? scrittrice?

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Descrivere una personalità come Caterina Roncati non è affatto semplice. Studiosa di profumi? Naso? Esperta di profumi? Scrittrice? Sono solo alcuni dei tasselli che compongono la sua personalità.

Nei suoi corsi (al momento online) dove insegna come percepire e capire i profumi ci sono sempre manufatti collaterali (taccuini da lei realizzati, foto, stoffe etc.) andando così a stimolare (e collegare) sensazioni visive, tattili ed olfattive.

Di recente ha pubblicato un libro che è forse ancora più difficile definire della stessa persona che l’ha ideato e scritto: “Confesso che ho stregato” (titolo che si ricollega al nome del suo marchio di profumi “Strega del Castello”).

Caterina Roncati “Confesso che ho stregato”


Per questo l’abbiamo intervistata e la ringrazio del tempo che ci ha concesso perché lei vive in un costante turbinio di attività e idee.

Perché strega e non maga? Nell’immaginario collettivo il personaggio della strega ha sempre una connotazione negativa

La parola strega mi appartiene di più. Intesa come le streghe buone, quelle che venivano bruciate sul rogo perché avevano compreso la verità,  la sapevano. L’alone che si porta dietro questa parola in effetti è piuttosto nero e negativo, ma è quella che sento appartenermi maggiormente proprio per ciò che a me ricorda e che dicevo prima.

Un libro che non è un libro. Un diario, un collage di immagini e sensazioni. Come nasce la realizzazione di questo lavoro?

Inizialmente per un’esigenza personale ovvero quella di trascrivere la storia che è stata della farmacia dei miei nonni, del mio papà. Infatti questo libro/quaderno l’ho iniziato anni fa. Poi durante il lockdown ho avuto l’esigenza di chiudere, in un certo modo, questo cerchio ovvero con la nascita della Strega per arrivare fino ad oggi. Per mie ragioni personali c’era il desiderio di raccontare questa storia al mondo. Ho scelto il collage e tutto quello che si vede nel libro perché sono tutte tecniche che mi appartengono, che mi divertono, mi fanno rilassare portando in superficie quella parte mia di bambina.

Racconti la tua storia, le tue passioni, il tuo mondo con quasi un invito a seguire le proprie sensazioni e profumi

Racconto le mie storie, le mie passioni invitando le persone a conoscere il proprio profumo è perché trovo che l’olfatto sia tra i sensi il più meraviglioso che ci trasporta in mondi assolutamente difficili da sondare con gli altri sensi. Parliamo della memoria, del riconoscere, di tutta una serie di cose importanti a mio avviso. Il mio invito è sempre quello che come dice Cristina Caboni nel suo libro (a cui Caterina ha collaborato andando a creare un profumo ad hoc n.d.a.) trovare l’essenza dell’anima. Quell’essenza che ci rende felici, quindi l’uso delle del profumo per il benessere.

Quale è il principale potere del profumo per te?

Al di là di farci stare bene è collegare una parte di noi che spesso non riesce a parlare attraverso un linguaggio che non ha bisogno di parole.

Profumi personalizzati. Sono un racconto di noi stessi agli altri?

Sì, sono racconti di noi al mondo perché dentro vi troviamo dei nostri ricordi, ritroviamo delle sensazioni olfattive che non abbiamo più sentito. Per cui sì parlano di noi e infatti alcune persone decidono di tenere per loro stesse questa creazione decidendo di avere che so un’Acqua di Colonia e non un Eau de Parfum perché hanno bisogno di percepirla solo loro. Che resti intimo. Altre persone più estrose o originali, proprio mentre hanno il profumo, percepiscono il bisogno di comunicarlo al mondo e quindi saranno presenti concentrazioni molto elevate.

Il tuo libro è legato al profumo Lavanda Barocca o viceversa?

All’inizio non c’era questa connessione. Il profumo “Lavanda Barocca” ho iniziato a crearlo sei sette anni fa, a lavorare sul concetto di sacro e profano, luce e ombra. Un profumo barocco, ma costituito solo da poche note. Riprendendo in mano il libro e  tutto ciò che volevo raccontare, è venuto fuori anche questo profumo che sono riuscita a finire in concomitanza con il libro. Anche lì è come se si fosse chiuso un cerchio. Attraverso questo profumo ho capito delle cose di me molto importanti come l’utilizzo delle materie prime talcate che, in qualche modo, mi accompagnano da quando sono nata. Mio papà ha creato il Talco proprio alla mia nascita per cui probabilmente sono stata spruzzata nella culla con queste fragranze. Quindi ritrovare note talcate nell’assoluta di lavandino mi ha un poco sconcertata. Quando ho compreso che c’era questa forte connotazione talcata ho riflettuto a lungo per poi realizzare questo profumo che io voglio indossare perché parla di me. Racconta anche a livello creativo olfattivo questi ultimi mesi di creazione in cui io voglio raccontare certe cose in un dato modo.

Da conoscere… Caterina Roncati

Intervista di: Luca Ramacciotti

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