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Il tenore Amadi Lagha si racconta

Amadi Lagha è un tenore anche se giovane ha già alle spalle ruoli importanti e rappresentazioni nei più bei teatri del mondo. Lo scorso 10 giugno ha debuttato nel ruolo di Canio nee Pagliacci di Leoncavallo al Teatro Verdi di Trieste.

Conosciamo meglio il tenore Amadi Lagha in questa intervista

Tanti sono i personaggi che nella tua carriera di tenore hai interpretato. Quale quello che più ti appartiene?

Grafica Divina

Cerco di rispondere alla domanda nel modo più oggettivo possibile basandomi sul personaggio che finora ho cantato di più in termini di numero di produzioni: la risposta è, quindi, il ruolo di « Calaf » nella Turandot di Puccini e subito dopo viene « Don José » nella Carmen di Bizet.

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Nei Pagliacci hai debuttato nel ruolo di Canio: come ti sei approcciato a questo personaggio e cosa ha lasciato in te?

Come tutti i ruoli, inizio a lavorare sulla comprensione della storia, della trama e del testo: l’opera lirica è sopratutto una messa in musica di un libretto quindi, di una storia carica di emozioni; dopo mi concentro sulle mie diverse parti durante l’opera, analizzando tutte le interazioni con gli altri personaggi e con la musica stessa; alla fine ripeto lo stesso procedimento ma approfondendo il lavoro, soffermandomi su ogni dettaglio e su ogni intenzione, prima da solo e dopo con il mio pianista.

In questa opera il personaggio che devo interpretare è doppio: Canio che recita la parte del Pagliaccio; si tratta, in fondo, di interpretare più la parte umana del personaggio di Canio che quella del Pagliaccio… quindi mi sento come se non dovessi pensare al palcoscenico ma a Canio nella vita di tutti giorni.

Cosa fai prima di uno spettacolo come ti prepari? Quale la tua routine?

Per quanto mi riguarda, la preparazione inizia con una buona notte di sonno il giorno prima della recita, il che significa non esagerare con il caffè, l’alcool, il tè o qualsiasi altro prodotto eccitante. Anche se ognuno di noi ha un corpo e abitudini diversi, una buona notte con un sonno di qualità la sera prima della recita non fa male a nessun cantante, anzi!

Cerco di evitare di mangiare prodotti che possano causare acidità allo stomaco, una cosa frequente tra i cantanti in generale perché l’attività diaframmatica permanente non aiuta.

Attualmente cerco di mangiare almeno tre ore prima dell’inizio dello spettacolo in modo da iniziare i vocalizzi dopo la fase di digestione; il canto non è compatibile con la digestione… dico attualmente perché con il tempo le nostre necessità cambiano.

Puccini, Verdi, Leoncavallo, Mozart… per chi batte più forte il tuo cuore?

Il mio cuore batte per la bellezza e la bellezza è tanta in questi geni! Sono compositori, direi, anzi, creatori di bellezza e quindi la scelta è doppiamente difficile. Il mio cuore batte per Verdi e Puccini allo stesso livello anche se per motivazioni diverse.

Cosa ti aspetta?

Altre avventure operistiche in Europa e all’estero come la Carmen di Bizet, l’Aida di Verdi, la Bohème di Puccini… per la stagione 2023/24 ma anche progetti discografici e qualche sorpresa! Farò anche qualche esperimento in un campo un po’ lontano dall’opera ma  altrettanto bello e divertente… non dirò di più!

dasapere da ascoltare

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