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Intervista al chitarrista Renato Caruso

Online il video di “LA TELA DI GODEL”, il brano del chitarrista RENATO CARUSO estratto da “GRAZIE TURING” (distribuito da Believe), il suo nuovo album “solo guitar” disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download. Il video del brano, per la regia di Gianmaria Gaetano.

Ecco la nostra intervista!

Renato Caruso “Grazie Turing” è il titolo del tuo nuovo album. Dov’è nata l’idea di dedicare questo tuo nuovo progetto a un matematico?

Grafica Divina

Ho un background scientifico, ho una laurea in informatica e da ciò nasce il mio amore per Turing, cioè colui che ha scoperto anzi ha ideato il primo computer. Lo studio da quando mi sono iscritto all’università, più che la programmazione mi piaceva la storia dell’informatica, la filosofia che ci sta dietro ed ecco che, 20 anni dopo ho dedicato il disco ad una figura davvero importante della nostra società che tutti dovrebbero studiare e conoscere. Divulgare e comunicare sono le parole del millennio.

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Il disco è anche la colonna sonora perfetta per immergersi nella lettura del tuo secondo libro “#Diesis o Hashtag?“. Ce ne parli?

È la mia doppia anima, sono cresciuto in una stanza di libri strumenti. Mio padre insegna filosofia e suonava la chitarra per passione… Quindi mi sono nutrito di tutto ciò.
Il libro parla di due ragazzi che si incontrano e spesso discutono sulla vita ma essendo uno un musicista e l’altro un fisico si confrontano su queste due discipline che apparentemente sembrano lontani ma hanno sempre un punto di convergenza. Aneddoti sulla musica, storie di matematica, filosofia e tante altre sfaccettatura che la musica e la scienza nasconde.

Come nascono le tue passioni per la musica e per la scrittura?

Come dicevo, sono nato con un padre che insegnava filosofia e suonava la chitarra. Ho fatto 1+1! Ho sempre suonato, da quando ho 5 anni, poi verso i 20 mi sono avvicinato ai libri, anche perché dovevo studiare per affrontare gli esami di informatica in università a Bologna. Quindi mi sono innamorato dei libri, della scienza, della filosofia e in primis la musica. E in quegli anni scrivevo sia musiche che appunti.

Preferisci scrivere libri o comporre musica?

Comporre. Sono un musicista, per il resto mi sento un divulgatore. Ho un canale YouTube molto seguito dove si possono trovare centinaia di tutorial per chitarra di brani e altri trucchi del mestiere. Ma una tantum c’è anche qualche video di informatica dove spiego come iscriversi in SIAE, creare mailing list, ecc… Sempre inerente alla musica.

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato la tua crescita?

Mio padre ascoltava molto British quindi Beatles, Rolling Stones, poi ancora Jethro Tull oltre a musica classica. Mia madre Battisti, Equipe 84, Nannini, Dalla, ecc… Mio fratello Litfiba, Corona, Modena City, House… Ecco, un bel misto! Io poi ho ascoltato molta musica classica perché studiavo in conservatorio e ogni angolo della musica. In particolare la bossanova.

Qual è stato il luogo più bello dove ti sei esibito? E in quale posto sogni di suonare?

Primo Maggio a Roma. Una vera emozione suonare di fronte a centinaia di migliaia di persone. Tutto dipende da te sul palco e nient’altro. Mi piacerebbe suonare al Bataclan di Parigi.

Cosa ti auguri per il futuro?

Di scrivere, creare sempre di più, perché c’è bisogno di tanta cultura.

dasapere da ascoltare

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