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Marcella Ferrando e la sua arte: la nostra intervista

Marcella Ferrando è un’artista e una educatrice. Vive e lavora con le persone disabili in Liguria.

Curiosa e innamorata dell’arte e della cura degli altri, da sempre attratta dai linguaggi non verbali e dalla convinzione che siamo energia. Ama dipingere, fotografare, suonare.
La sua è una pittura informale, astratta e istintiva, attinge da quello che ama e che la circonda: cinema, musica, architettura e soprattutto le persone.
La musica e i suoni sono spesso il punto di inizio del suo lavoro.
Utilizza materiali e mezzi e tecniche diverse.

Grafica Divina

Conosciamola meglio in questa intervista alla scoperta della sua arte…

Marcella Ferrando quando ha capito che l’arte in qualche modo avrebbe fatto parte della sua vita?

Ho sempre sentito forte il richiamo dell’amore, della bellezza e l’arte è la mia indole, la mia energia. Seguire i miei talenti mi rende capace di osare, di escogitare azioni che senza questa passione, non avrei la capacità di fare. L’arte è capacità di agire: mi spiego, se non do spazio e voce alla mia parte creativa, per seguire un senso del dovere troppo alto dettato dall’educazione familiare, sto male e mi spengo. Fortunatamente la creatività viene a trovarmi e mi strappa di dosso la maschera.

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Tra i tanti percorsi artistici qual è il più congeniale a lei?

Sono una persona dalle diverse espressioni artistiche, ma non c’è un percorso artistico al quale vorrei che gli altri mi identificassero. Ogni forma di espressione mi riguarda. Dipingere, fotografare, suonare, educare sono profondo amore.

Quanto il suo essere educatrice entra nella sua arte?

Sono grata per avermi posto questa domanda. L’arte è un linguaggio universale e l’artista per me è simile a un bambino che vola felice nel mondo.
Io lavoro a scuola con ragazzi disabili che hanno gravi problemi di linguaggio e amo il mio lavoro.
Educare significa tirare fuori, far venire alla luce qualcosa che è nascosto. È una relazione, un viaggio che facciamo insieme e l’arte è il canale comunicativo con cui mi relaziono a loro. Si liberano, agiscono e tirano fuori la loro energia.

Da dove trae linfa la sua arte?

Sicuramente dal mio demone interiore e dall’immaginazione. Agisco e sono sveglia grazie alle immagini. E poi attingo in maniera vorace da tutto: cinema, moda, filosofia, fumetti, natura e sono grata ai miei modelli di riferimento Wayne W. Dyer e MariaGiovanna Luini che mi insegnano a credere per vedere.

Come nascono le sue creazioni?

Nella mia mente ci sono già: è come quando ci si prepara per uscire con uomo: hai paura ma sei eccitata; io scelgo con cura la musica, i colori, i materiali e poi seguo solo l’istinto. È così che sono nati per esempio Cycle and Eros e Water in the mouth.

A cosa mirano?

A uscire dal giudizio, c’è tanto bisogno di bellezza , passione e coraggio di sognare.

Cosa dà all’arte e cosa l’arte dà a lei?

Nell’arte cerco una compenetrazione tra i sogni e la realtà, trovando un senso morale nel tentativo di donarmi agli altri. Sono grata all’arte perché mi dà il coraggio di liberare i sogni e farli diventare reali.
L’arte mi educa.

Contatti:

Web site: www.marcella-ferrando.pixels.com
E-mail: marcyferri77@gmail.com
Instagram: ferrandomarcella

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