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Federico Barsanti e Valentina Gianni ci raccontano il successo della Signora Porzia

Federico Barsanti e Valentina Gianni, coppia di artisti poliedrici reduci da un grandissimo successo alla 64a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, con pubblico in piedi, commosso e partecipe.
Lo spettacolo proposto è La Signora Porzia ricette per la felicità che ha letteralmente incantato i presenti.

Ma chi sono? Conosciamoli meglio!

Federico Barsanti come è cambiato lo spettacolo dalla sua nascita?

Grafica Divina

L’arte del Teatro, così come ho imparato a praticarla negli anni, mi ha messo di fronte ad un fatto importante seppur ovvio: tutto si trasforma. Ognuno di noi sa questo, ma il nostro ego non lo accetta e mai lo accetterà. È questo uno dei drammi delle nostre esistenze sconclusionate e pressoché prive di sacralità. Lo spettacolo di Signora Porzia è un atto sacrale, divertente, comico, buffonesco e satiresco, profondamente liberatorio che ci mette in connessione con tutto questo complesso discorso dell’infelicità umana. Negli anni sono cambiate molte cose nella messinscena, ma non bisogna trascurare un fatto molto importante: lo spettacolo si svolge in spazi diversissimi tra loro. Dalle grandi e medie sale di teatro, ai salotti, ai musei, alle piazze (anche di fronte a più di 500 persone), ma anche per un pubblico ristrettissimo di 10-15 persone, nei giardini, nelle gallerie d’arte, in spazi sperimentali. Tutto ciò ci mette sempre in grande riflessione, me e Valentina, per ciò che riguarda un sacco di cose, dalle più meramente tecniche – uso delle luci, della fonica, l’utilizzo delle musiche in scena e dell’oggettistica, come poter utilizzare lo spazio scenico, ecc. – a quelle più profondamente poetiche. Lo spettacolo, quindi, sì, è un continuo work in progress ed è molto diverso da quello di tre o sei anni fa.

La “maschera” di Porzia cosa riesce a far venire fuori dal pubblico?

La maschera è un indumento potentissimo fin dalla notte dei tempi. Quando indosso la maschera di Arlecchino, ad esempio, divento letteralmente qualcos’altro, nel senso che posso spostarmi dentro di me in luoghi quasi sconosciuti, e il mio corpo, la mia voce, il mio percepire triplicano di potenza e forza. Potenza in quanto presenza, forza in quanto azione fisica, percezione in quanto vivere appartenendo al presente. Il pubblico, con Signora Porzia, che è una super-maschera-mobile poiché è dipinta direttamente sul mio volto, viene messo in contatto con forze archetipiche straordinarie, con qualcosa a cui il pubblico non può resistere e a cui deve-vuole abbandonarsi. Ecco che l’inconscio incontra l’ego e ognuno nel pubblico – a meno che non sia super-schermato – si abbandona ed entra in contatto con tutte le proprie paure riuscendo a riderne in svariati modi; le persone si emozionano, scoppiano a ridere o a piangere, c’è una comunione con l’universo della vita: quella delle preoccupazioni e faccende quotidiane e la parte che deborda negli spazi infiniti e sconosciuti dell’esistenza. Un tripudio alla gioia accompagnati dalla maschera di Porzia.

Cosa succede durante lo spettacolo e in che modo il pubblico viene coinvolto?

È sempre bene non svelare troppo di ciò che accade in uno spettacolo di Signora Porzia: nessuna descrizione o definizione renderebbe giustizia a questo incredibile “rito-spettacolo”. In poche parole avviene qualcosa di simile a ciò che accadeva nelle rappresentazioni del teatro greco, sia nelle tragedie che nelle commedie. Una catarsi generale, una sorta di gioviale psicoanalisi collettiva. Porzia lo dice chiaramente al pubblico “Potreste essere guariti, dopo questa visione, ma il vostro ego non ve lo concederà… quindi datevi da fare!”.

Raccontatemi qualcosa sul potere catartico del teatro 😀

Oggi il teatro ha potere catartico solo per chi lo fa sul palco, a mio avviso, e in tanti casi solo per nutrimento del proprio ego. Io e Valentina ne parliamo spesso di tutto questo e ci troviamo d’accordo. Il pubblico, a meno che non sia giovanissimo e si trovi ad assistere ad un buon spettacolo, va per guardare, assistere e trovare spettacolarizzazione, appunto. Non c’è movimento interiore, potenza, è quasi tutto intrattenimento. Però il Teatro rimane e rimarrà la forma artistica meno descrivibile, meno piena di sé e più pericolosa di tutte le altre arti, poiché in essa sono coinvolte infinite sfaccettature dell’essere umano. Io e Valentina abbiamo creato Signora Porzia e ci siamo trovati tra le mani qualcosa di unico, di mai esplorato, qualcosa che può dare tanto non solo al Teatro, ma alle persone che vengono ad assistere ad una rappresentazione. Ci sono persone che vengono a vederla cinque, sei, otto volte… I bambini, ad esempio, vanno pazzi per Porzia. Nei primi anni avevamo vietato la visione ai minori di 16 anni, ma poi una sera, di fronte ad una folla oceanica in cui erano presenti tanti bambini ci siamo resi conto che Porzia parla all’inconscio e che i bambini la capiscono al volo. Al 64° Festival di Spoleto una bambina di cinque anni è voluta venire nei camerini per salutare Porzia: non è stato semplice, poiché ci sono tutte le norme anti-covid, ma non c’è stato verso, la bimba non si arrendeva, così sono andato fuori io e l’ho incontrata. Una cosa incredibile e meravigliosa.

Che funzione ha o dovrebbe avere il teatro?

Il Teatro è un’arte e come tutte le arti ha la funzione di farci riflettere su dove e come stiamo procedendo nel nostro cammino di vita. E’ qualcosa di estremamente importante, un po’ come quando ci mettiamo di fronte ad una persona anziana e se la ascoltiamo veramente tutto il resto perde di importanza, poiché la saggezza – se c’è, poiché ci sono anche persone anziane per niente sagge – è qualcosa che ha il potere di trasformarti istantaneamente. Il Teatro ci pone la domanda: “funziona la tua vita o sei una fake?”.

Cosa avete imparato da Porzia?

Io e Valentina procediamo a tentoni con questa esperienza fantastica e incredibile: siamo due visionari, come ci hanno a volte definito. Io credo che siamo più due persone che prendono la vita per ciò che è: una orribile e meravigliosa esperienza. Quindi, che cosa ci insegna Porzia? Fondamentalmente a non prenderci troppo sul serio e a comprendere che tanto… moriremo tutti… e dopo si vedrà! Ah ah ah! 

Cosa vi aspetta?

Ci auguriamo che Signora Porzia raggiunga il maggior numero di persone possibile e che nei prossimi mesi e anni noi possiamo continuare e riprendere a far conoscere questo meraviglioso personaggio che ha poteri curativi in giro per Italia, Europa… e il mondo.

Chi sono Federico Barsanti e Valentina Gianni

Federico Barsanti

Attore, autore e regista, insegnante di Arti Sceniche e ideatore della Strategia Poetica. Allievo nel percorso triennale dell’attrice Raffaella Panichi, prosegue la formazione artistica tra Stati Uniti, Europa, Medio Oriente; danza classica/moderna, scherma da combattimento teatrale, esibizione live-rock, maschera neutra, voce, maschera di commedia dell’arte, per spaziare poi nel campo della meta-genealogia e della psicoanalisi junghiana. Vincitore di alcuni premi nazionali ed internazionali di poesia e di regia teatrale. Direttore Artistico del Piccolo Teatro Sperimentale. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui “Porzia Ricette per la Felicità” ed un romanzo. Interprete di video-clip, cortometraggi e voice-over.

Valentina Gianni

Attrice, performer e cantante toscana, dalla formazione poliedrica: si è perfezionata con vari maestri di teatro, nazionali ed internazionali. Ideatrice insieme a Barsanti del personaggio Signora Porzia. Le sue qualità vocali e la sua versatilità le consentono di spaziare in diversi campi: imitazione, voice over, speakeraggio, doppiaggio, voci per produzioni dedicate ai bambini ecc. Si occupa anche di social media e realizzazione di video a scopi promozionali. Voice Over in documentari scientifici e divulgativi per TripodPhoto Videography. Voice over per Video Ricette Fratelli Desideri kit Masterchef. Collabora come doppiatrice e Voice over per Aida Records e Buena Onda Edizioni produzioni Stefano Florio. Attualmente è impegnata nel progetto del pianista Riccardo Arrighini “La Bohème in jazz” come attrice, voce recitante e cantante insieme al trombettista Andrea Tofanelli e l’attore Iacopo Vettori, e nello spettacolo “Lasciateci divertire” insieme a Federico Barsanti. Nel 2019 nasce il suo Teatrino Valentino, spettacolo di burattini con storie da lei scritte o rivisitate.

Intervista di Cinzia Ciarmatori

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