Home Da ascoltare “Pop, Rock, Jazz.. e non solo” Ren Harvieu

“Pop, Rock, Jazz.. e non solo” Ren Harvieu

193

Ren Harvieu
Revel In The Drama
(Bella Union / [Pias])

Molto particolare e interessante, il percorso musicale proposto da questa ventinovenne inglese: fra noir futurista e intrigante retrò, soprattutto figlio d’un talento fascinoso dai risvolti molto promettenti e con forse solo il limite -almeno qui- d’incedere un po’ troppo nel cantar d’amore.

Grafica Divina

È infatti solo una certa ripetizione di sfondi e riflessioni, a guastare l’insieme che “Revel In The Drama” sa costruire: quello d’una foto discretamente moderna, spesso elegante se non colta, dei sentimenti come sono vissuti nel Duemila. Foto che la Harvieu, con la sua voce sensibile e la sua scrittura particolarissima, in bilico fra ieri e oggi, rende accessibile grazie a numerosi, accattivanti riff, ed al contempo ispessisce di tensione interpretativa, nervosismi sonori, graffi e cupezze; il tutto di gran fascino.

La partenza dell’album è a mille: fra lo screziato grido d’amore di “Strange Thing”, in equilibrio fra sfiziosi contrappunti d’archi e tesi groove, e la sensuale, sarcastica “Teenage Mascara”, narrazione del mondo visto dagli occhi dell’adolescenza che sa farsi a tratti graziosamente sorridente, a tratti inquietamente maliziosa.

Piacciono molto anche altre pagine, del CD: “Little Raven” che canta di paure fra semplificazioni e approfondimenti; “Curves & Swerves” con la sua introspezione non priva di classe; “Spirit Me Away” che possiede un testo molto interessante di fiera reazione a turbamenti, demoni, ansie delle nuove generazioni, e che vede tale testo molto ben reso da una vocalità capace d’osarsi teatrale; infine “My Body She Is Alive” che chiude l’opera affrontando -in forma di ballad- la voglia di una giovane donna di possedere libertà del corpo, e di lì il contrasto fra fisicità e spiritualità fotografato nel complesso momento della crescita della persona.

Altre pagine di “Revel In The Drama”, pur se sempre e comunque fascinose, sono invece un po’ più fragili: dal pessimismo cosmico risolto banalizzando in “Cruel Disguise” alle strizzatine d’occhio semi-sexy di “Yes Please”. Mentre “You Don’t Know Me” è testualmente poca cosa, però possiede una musica strepitosa che -aiutata anche da una prova vocale eccellente- regala sprazzi d’entertainment di livello, non così semplici per solito da reperire in una giovane.

E non va dimenticata, anzi, la bella “This Is How You Make Me Feel”: un grido del dolore dell’innamorarsi detto poeticamente e musicalmente fra rallentamenti e sincopi, in un mix sfizioso di sonorità elettroniche, ritmiche contemporanee e sospensioni compositive che ben sintetizzano lo sfaccettato e spiazzante mondo -e le interessanti potenzialità- di questa brava autrice-interprete tanto fuori dai canoni quanto, parrebbe, destinata solo a crescere. Verso una musica d’autore da rifinire, già in questo disco però ben centrata su un’acuta introspezione del vivere nel Duemila.

Articolo di: Andrea Pedrinelli

Da ascoltare/guardare: “Teenage Mascara”:
https://www.youtube.com/watch?v=SSCRqPoSA4Y&list=OLAK5uy_nyKGKY3yguwHETL8c1ddZ5tDQlyDL59ik

Articolo precedenteeatPRATO 2020 un’edizione speciale –
Articolo successivoFestival Puccini 2021 ecco il cartellone ;)
Andrea Pedrinelli
Critico musicale e teatrale, è giornalista dal 1991 e attualmente collabora con Avvenire, Musica Jazz, Scarp de’ tenis, Vinile. Crea format tv e d’incontro-spettacolo, conduce serate culturali, a livello editoriale ha scritto importanti saggi fra cui quelli su Enzo Jannacci, Giorgio Gaber (di cui è il massimo studioso esistente), Claudio Baglioni, Ron, Renato Zero, Vasco Rossi, Susanna Parigi. Ha collaborato con i Pooh, Ezio Bosso, Roberto Cacciapaglia e di recente ha edito anche Canzoni da leggere, da una sua rubrica di prima pagina su Avvenire dedicata alla storia della canzone.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.