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Ospite del nostro format Inkenzamente

Inkenzamente vuole essere un progetto solista si, ma anche collaborativo e in ricerca continua di creatività e artisticità altrui e soprattutto di nuovi stili e generi: infatti nonostante il progetto sia prettamente elettronico, ogni brano ha il suo esperimento verso altri generi: “Cheatin” ad esempio è un brano elettronico ma fortemente RnB e hip hop, “You raped my mind” è decisamente techno e così via. Tutto l’EP “Deeply”  parla d’amore nelle varie fasi: “You Raped My Mind” rappresenta il momento dell’infatuazione, “Numb” della disillusione, “Cheatin” del tradimento appunto e “Truth Never Dies” dell’accettazione

Quando hai iniziato a fare musica?

Grafica Divina

 Ho iniziato a “fare” musica seriamente nel 2010, all’età di 14 anni, quando decisi di prendere lezioni di chitarra con il violista e compositore brasiliano Carlos Da Costa Coelho. Lui mi ha incluso pian piano negli anni in un progetto che poi sarebbe diventato la mini orchestra di flauti e corde “Viaggiatori Armonici”. Con loro mi sono trovata catapultata nel mondo del live acustico e abbiamo girato moltissimi posti con concerti e concertini e ho avuto anche esperienza da polistrumentista (infatti nell’orchestra suonavo anche basso elettrico, charango e percussioni). Questo fino al 2015, perché dopo il diploma decisi di trasferirmi a Bologna per studiare Music Production and Technology alla Music Academy di Bologna e ovviamente ho dovuto abbandonare il gruppo.

Con quali artisti sei cresciuta?

 Ho la fortuna di avere un padre con dei gusti fenomenali in fatto di musica. Grazie a lui infatti fin da piccolina ascoltavo i piú bei dischi rock, jazz e blues. Sono infatti artisti che ancora oggi ascolto e che mi riempiono il cuore. Zucchero Fornaciari, Miles Davis, The Beatles, The Doors, John Coltrane, Pino Daniele, Blur, The Police, Nirvana. Classiconi immancabili nella rubrica immaginaria di ogni musicista e producer. Che dovrebbero essere conosciuti come la Bibbia per quanto mi riguarda. Come esperienza di scelta di musica personale invece dagli anni delle medie in poi ero molto appassionata di alternative rock britannico e di punk, e quindi ascoltavo molto The Strokes, Arctic Monkeys e The Clash e iniziavo anche ad appassionarmi all’elettronica con Chemical Brothers, Justice, Mr Oizo e Boys Noize. Pian piano ho sviluppato un amore sempre più grande per quest’ultimo genere appassionandomi anche di generi più underground come l’house e la techno. Ma nonostante io oggi produca questo genere, quello che ascolto ogni giorno sono sempre generi diversi da ciò che faccio: oggi amo tantissimo Tame Impala, Rejjie Snow, IAMDDB, Erykah Badu e Solange.

Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

 Mi sono sempre ispirata a tutto ciò che ascoltavo e che ascolto ma mi é sempre difficile capire i riferimenti effettivi per ogni brano che produco. Personalmente sento di attingere un po’ da ovunque e credo che questo sia molto comprensibile una volta che si ascolta il mio EP. Non mi é mai piaciuto etichettarmi e identificarmi con un unico genere perché la mia voglia di cambiamento e le mie ispirazioni variano sempre e costantemente. Le mie più grandi fonti di ispirazione sono comunque principalmente per le produzioni e le basi l’elettronica del 2010 (Justice, Boys Noize, Mr Oizo, Flume) e per le melodie e i testi il nuovo hip hop britannico e americano che si mescola ad rnb e jazz (IAMDDB, Solange, Rejjie Snow, Frank Ocean).

Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?

 “Deeply” è un ep in cui ho voluto spiegare l’evoluzione del sentimento verso una persona, dall’infatuazione rappresentata da “You Raped My Mind”, all’incertezza di “Numb” di un amore forse non corrisposto, al tradimento di “Cheatin” appunto, fino alla resa dei conti cioè “Truth Never Dies” in cui viene sottolineata l’importanza della verità oltre ogni cosa. “Cheatin” in particolare è nata da un’idea mia e della cantante e amica Florae: sentivamo il bisogno impelllente di fare un progetto assieme (e infatti la sua voce è presente anche nel brano “Numb”) e la descrizione del momento che stavamo vivendo per noi era essenziale. “Cheatin” ( di cui esiste anche un official video su Youtube) nonostante descriva un momento effettivo di tradimento, per me è più un brano di rivincita e di disillusione, in cui sono riuscita a riscoprire me stessa. D’altronde tutte le esperienze che siano positive o negative, ti fanno crescere, e a me “Deeply” ha permesso di rinnovare me stessa e di rinnovare anche i miei valori. Nonostante sia un ep prettamente elettronico e vi siano due brani su quattro strumentali, ho cercato di esprimere i sentimenti al meglio delle mie capacità. Ogni brano è leggermente diverso a livello di emozioni e soprattutto di genere, infatti il primo è techno, il secondo è house, il terzo un mash up tra hip hop jazz e rnb e l’ultimo è electro. Possiamo alla fine definirlo un concept Ep (forse). 

Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?

 I generi come prima dicevo sono tanti e tutti mescolati ma principalmente Techno, House, Electro e hip-hop/rnb. Sempre e comunque puntando al mercato internazionale perché purtroppo in Italia sono generi con poco mercato attualmente.

Cosa ne pensate dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

Per me é stata una gioia quando mentre crescevo si é aperta la possibilità per gli artisti di essere indipendenti e di auto promuoversi attraverso il web. MySpace é stato il primo social che io abbia mai avuto e una grande promessa. In ogni caso il web e i social sono uno strumento enorme e importantissimo sia per la musica che per un sacco di altre cose, e a me ha dato la possibilita, senza far parte di un’etichetta, di pubblicare il mio disco nelle piattaforme streaming più conosciute. Questo ovviamente si accompagna al fatto che grazie o per colpa di questa grandissima digitalizzazione, ora chiunque può “fare l’artista” e pubblicare musica, anche senza talento. Inoltre secondo me i social dovrebbero essere usati dagli artisti anche per trattare tematiche sociali e politiche. 

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascolti e in uno che scrivi?

 In ciò che ascolto non deve mai mancare l’effetto sorpresa: un ritmo particolare, un timbro strano, un basso vorace. Mi piacciono più o meno tutti i generi perché trovo del bello in qualsiasi cosa e ne sono grata. Diversamente, in cio che scrivo non deve mai mancare la verità soprattutto se voglio raccontare me stessa o qualcun altro. E un kick potentissimo accompagnato dalle congas ahaha. 

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