Home Da ascoltare Intervista a Gianni Morandi, aspettando il 72° Festival di Sanremo

Intervista a Gianni Morandi, aspettando il 72° Festival di Sanremo

In streaming su Zoom, Gianni Morandi – in diretta dal Teatro Duse di Bologna, dove erano in corso le prove per il tour che è ripartito da lì – ci racconta i dettagli della sua partecipazione al 72° Festival di Sanremo, con il pezzo firmato da Lorenzo Jovanotti “Apri tutte le porte”.
La collaborazione con Lorenzo è iniziata in estate con il pezzo “L’allegria”, una canzone spensierata dal ritmo travolgente che Lorenzo aveva nel cassetto per sé ma che ha ceduto a Gianni, dopo una telefonata in cui – come raccontano entrambi – “Gianni gli era sembrato forse un po’ depresso”.
Abbiamo partecipato all’incontro insieme ad altri giornalisti e realizzato così la nostra intervista.

“Quanto è bella l’allegria,
devo ricordarmelo!”

gianni morandi conferenza stampa 19 gennaio 2022
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Grafica Divina

L’intervista

Parlaci di questo tuo ritorno a Sanremo
Ho fatto Sanremo in diverse forme. Sono stato in gara, vinsi nel 1987 con Ruggeri e Tozzi (con “Si può dare di più”, NdR), sono stato ospite e mi è capitato di condurlo. Per me è un palcoscenico molto importante, perché torno bambino, quando nel 1958 vidi Modugno cantare “Volare”… Ricordo questo bar di Monghidoro, dove tutti guardavano Sanremo su questa tv in bianco e nero. Sai che io sono un esperto? So tutto di Sanremo, i partecipanti, i vincitori… Fare la gara non è come fare l’ospite. È molto meglio! Stai lì una settimana, partecipi… È una cosa che mi emoziona.

C’è qualcosa di Sanremo che invece ti fa paura?
La tremarella può venire anche a uno come me, perché quel palcoscenico lì ha un qualcosa… Già adesso mi sento agitato! Ho paura e sono agitato. Tipo ho paura che arrivo lì e mi manca la voce… Spero che ci sia mia moglie lì vicino a darmi una spinta per buttarmi sul palco!

Come ti stai preparando?
Mi preparo cantando la canzone. L’ha scritta Lorenzo (Jovanotti, NdR) e sai ci sono parole che si incastrano l’una nell’altra, tipo rap. La canto per non sbagliare le parole! (ride) Ora te la faccio sentire. Ah no! (risata generale)

Nooo! Hai già dato! (riferimento a quanto accaduto giorni fa, in cui aveva anticipato una piccola parte della canzone e ha creato un po’ di scompiglio!)

Scherzi a parte, a me interessa che piaccia la canzone.

È vero che è scritta da Jovanotti, ma c’è dentro tanto Gianni…
Ci senti Gianni perché è stata scritta per me, mentre “L’allegria” lui (Jovanotti, NdR) l’aveva scritta per sé e per me è più difficile da cantare.

L’incidente ti ha cambiato?
Sono riuscito a pensare che mi sono salvato, prima di tutto, che ho salvato la vita. Mi ha cambiato, mi ha dato la forza. Sono vivo! Andiamo avanti!

Ma quel progetto famoso di fare qualcosa con Albano e Massimo Ranieri…?
Ci chiamiamo il bolognese, il napoletano e il pugliese. È tanto che parliamo di questo progetto insieme e chissà che, prima o poi, non si realizzi. Nel tempo, siamo stati colleghi, ma anche un po’ rivali e poi siamo diventati amici. Rivali perché il pubblico ha bisogno dei dualismi. Sai che Coppi e Bartali erano amici? Solo che quei due lì mi ammazzano con la voce!

Pensi che l’incidente abbia influito sulla tua decisione di partecipare in gara a Sanremo?
Mah… Senza questo incidente Jovanotti non mi avrebbe telefonato per sapere come stavo, non avremmo fatto “L’allegria” e forse Sanremo in gara non ci sarebbe stato. Sì, la voglia di ricominciare da zero c’è. Spero di fare bella figura e che la canzone piaccia alla gente.

Cosa ti accomuna a Jovanotti?
Lo sport, ad esempio, è una cosa che ci accomuna. Lui va in bicicletta e io vado a correre. Poi ci accomuna la voglia di sperimentare cose nuove, di fare cose diverse. La positività. L’amore per la musica.
Ma guarda, chiamiamolo…

gianni morandi conferenza stampa 19 gennaio 2022

Lorenzo interviene in videochiamata, sullo smartphone di Gianni e ci racconta come è nata la collaborazione

L’incontro con Gianni è stato un ri incontrarsi dopo che ci eravamo visti diverse volte in diverse occasioni. Io sono un grande fan di Gianni. L’ho chiamato quando non stava bene. L’avevo sentito un po’ giù e avevo questa canzone nel cassetto, “L’allegria”, e gli ho detto: “Se vuoi fallo tu! Se ti viene la voglia di cantare questa canzone, fallo!”. Poi questa estate mi ha chiamato dicendo che gli avrebbe fatto piacere andare in gara a Sanremo. Allora mi sono messo al lavoro e abbiamo presentato la canzone.

Prosegue Gianni

Poi quando Amadeus ci ha preso abbiamo detto: “Ora bisogna andarci davvero!” (risata generale)

Che effetto ti fa essere in gara con tuo nipote Paolo (figlio di Biagio Antonacci e Marianna Morandi, NdR)?
Paolo firma il pezzo di Tananai e mi fa un certo effetto pensare di essere in gara contro un pezzo di mio nipote (ride). Ci troveremo a Sanremo… Con mio nipote…

La tua canzone è da giovani!
Sai io, non essendo autore, ho cantato un po’ di tutto. Anche cose molto ritmate. Non mi sento fuori posto. Anche andavo a cento all’ora a quel tempo era molto ritmata!

Cosa ne pensano Pietro e Paolo della canzone?
Pietro è mio figlio e Paolo è mio nipote. Pietro l’ha sentita. Sai lui ha tutta una sua visione e un linguaggio molto diverso dal mio, ma non è stato così negativo. Paolo non l’ha sentita.

gianni morandi conferenza stampa 19 gennaio 2022

Cosa ne penseresti di una donna al Quirinale?
Sarebbe un’ottima scelta! Per quanto mi riguarda, è la donna che tiene in piedi la casa. Le idee di mia moglie, ad esempio, sono sempre meno cialtrone delle mie! Le donne sono brave, diamogli delle responsabilità, è meglio per tutti!

“Per sempre” cosa è per te?
“Per sempre” lo sai che è impossibile. Però non mollare finché ce la fai, quello sì!

A chi dedicheresti oggi “Si può dare di più”?
In generale… Se ci fosse uno scambio, bisognerebbe darci un po’ più di fiducia, un obbiettivo comune. Il senso dell’insieme un po’ ci manca. Io non credo che uno possa star bene se l’altro sta male. È un discorso un po’ ecumenico (ride), ma io la penso così.

Meglio ospite o in gara?
Molto meglio in gara che super ospite, perché la gara è molto più divertente. In gara vivi Sanremo da dentro. Da ospite canti, fai la tua promozione e poi torni a casa. All’epoca in cui ho fatto il conduttore, di ospiti italiani cercavo di averne pochi, perché con Battiato, Vecchioni, Lucio Dalla in gara dicevo: “E chi faccio venire come ospite?”. Non mi hanno invitato come super ospite, ma se mi avessero invitato, avrei preferito comunque la gara. Tanto cosa cambia? È solo un episodio della tua vita. Tu rimani tu. Anche se dovessi arrivare ultimo… È un episodio.

Cosa mangi per stare in forma?
Mangio un po’ di tutto. Se mangio un piatto di tortellini in più, dopo faccio un po’ più di sport. Se non facessi sport, sarei quindici chili di più.

NOTA: Le domande dell’intervista sono state raccolte durante la conferenza stampa tra le domande poste dai giornalisti che hanno partecipato.

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