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Da McCartney a Gervais per ridurre il consumo di carne

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Il 2021 nasce all’insegna del vegan. Dopo il successo dello scorso anno, torna anche in Italia Veganuary, la più grande iniziativa al mondo per sensibilizzare le persone a mangiare meno carne e derivati, e contribuire al benessere del nostro pianeta, della nostra comunità e degli animali.

Veganuary, nome che nasce dall’unione delle parole Vegan e January, è una sfida che invita a provare a mangiare vegetale per un mese. Chi si iscrive al sito www.veganuary.it riceverà per tutto gennaio un’email giornaliera di supporto con indicazioni di ogni tipo: come fare la spesa, ricette semplici, consigli pratici e informazioni nutrizionali.

Quest’anno, per il lancio di Veganuary, oltre 100 personaggi del mondo dello spettacolo, aziende e ONG hanno sottoscritto una lettera aperta che invita a riflettere sulle due maggiori minacce globali che stiamo affrontando — il cambiamento climatico e una pandemia globale — e il loro legame con la nostra alimentazione. Alcuni di questi nomi includono l’ex dei Beatles Paul McCartney, il comico Ricky Gervais, la top model Lily Cole, il chitarrista degli Smiths Johnny Marr e l’etologa Jane Goodall.

“Il 2020 è stato un anno indimenticabile”, si legge nella lettera aperta, “con la nostra attenzione divisa tra paure per il coronavirus e l’ansia per il cambiamento climatico”. Ciò che è sempre più ovvio è che queste due minacce hanno qualcosa in comune: entrambe sono strettamente legate al consumo di prodotti animali. L’allevamento è responsabile di circa il 14,5% di tutte le emissioni di gas serra generate dall’essere umano. In altre parole, non possiamo affrontare il cambiamento climatico mentre alleviamo e mangiamo animali su scala industriale. 

Gli esperti avvertono inoltre che gli allevamenti intensivi  — e in particolare quelli di polli  — sono terreno fertile per la prossima pandemia globale. Gli allevamenti hanno già prodotto la H1N1 (influenza suina) e la H5N1 (influenza aviaria), quest’ultima con un tasso di mortalità del 60%. 

Allevare animali porta anche a un dispendio di risorse preziose: per nutrire gli animali negli allevamenti intensivi dobbiamo produrre più di un miliardo di tonnellate di cibo ogni anno, molto più di quanto sarebbe necessario se la popolazione mondiale si cibasse solo di vegetali. 

Negli ultimi anni, oltre l’80% della deforestazione in Brasile è stata destinata al pascolo di animali d’allevamento, fenomeno che causa l’estinzione di specie selvatiche, contribuisce al cambiamento climatico e spinge le popolazioni indigene ad abbandonare le proprie terre. La deforestazione favorisce inoltre un contatto sempre più stretto con gli animali selvatici e tutti i virus che questi ospitano, aumentando il rischio di una nuova pandemia. 

Anche quest’anno l’organizzazione Essere Animali sarà partner ufficiale del progetto in Italia. L’anno scorso il nostro Paese si è attestato solidamente al 3° posto in Europa per numero di partecipanti, dietro a Regno Unito e Germania. Questa edizione ha già registrato oltre 350.000 iscrizioni a livello globale, ma l’obiettivo è di arrivare a 500.000.

In Italia molti brand e ristoranti hanno deciso di sostenere l’iniziativa partecipando con creazioni social, il coinvolgimento di influencer oppure con offerte speciali. Alcuni nomi includono Lush e Aveda — compagnie di prodotti per il corpo cruelty free — catene nazionali come Rossopomodoro, Capatoast e America Graffiti — che per tutto il mese di gennaio proporranno in offerta i loro menù vegani — oltre a marchi di alimenti vegetali come Alpro, il Cashewficio, Food Evolution, Mozzarisella, Pangea Foods, Primavena, Probios, Verys e Vitariz che lanceranno progetti di comunicazione e offerte speciali. 

“Il 2020 ci ha dato filo da torcere, ma il 2021 può essere l’anno del cambiamento. Sempre più persone si stanno rendendo conto di quanto la salute del nostro pianeta e dei suoi ecosistemi sia imprescindibile dalla nostra alimentazione. Mangiare vegetale è il singolo atto più importante che si possa fare per salvare il pianeta e Veganuary è pensato proprio per mostrare quanto possa essere facile e gustoso farlo, sfatando miti e pregiudizi che purtroppo sono molto diffusi. Se agiamo insieme il futuro può essere migliore, ma per farlo dobbiamo cambiare la nostra alimentazione,” ha dichiarato Brenda Ferretti, outreach manager di Essere Animali e responsabile del progetto.

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