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Rigenerazione, migrazione, fusione. Storie di ordinaria resistenza a novembre con la Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente

Lo speciale della Nuova Ecologia di novembre è dedicato alla rigenerazione, dagli spazi vuoti al patrimonio boschivo, dalle periferie urbane, ai piccoli comuni. Numeri, idee e progetti per un’economia civile fondata sulle comunità. Infatti, tra patrimoni pubblici e privati da ripensare, antiche tradizioni da recuperare e nuovi modelli energetici, in Italia le esperienze innovative si moltiplicano e creano lavoro e in questo cammino un ruolo fondamentale spetta alle cooperative di comunità, dove i cittadini sono al tempo stesso fruitori e gestori di spazi e servizi, consumatori, imprenditori, lavoratori. La Nuova Ecologia ci racconta che cosa significhi in concreto dare vita a una cooperativa di comunità, per realizzare quegli investimenti e garantire quei servizi che oggi lo Stato, complice la crisi, non riesce ad assicurare.\r\n\r\n \r\n\r\nMigrazioni, Mediterraneo ed Europa sono l’argomento della sezione primo piano del mensile, con una testimonianza di Medici senza frontiere sul soccorso in mare. Storie sempre uguali di persone sempre diverse: fughe, violenze, morte, paura e speranza. E l’attesa infinita che riserviamo a queste persone ormai prive di tutto.\r\n\r\nSempre in primo piano, un punto sul decreto governativo post sisma del 19 ottobre, a due mesi dalle prime scosse nel Centro Italia. E le motivazioni che hanno spinto le associazioni promotrici della raccolta fondi “La rinascita ha il cuore giovane” per sostenere le imprese colpite e rinforzare il tessuto economico dei territori.\r\n\r\nInoltre, People4Soil, la campagna di raccolta firme per chiedere all’Unione una direttiva contro il consumo di territorio. L’obiettivo è un milione di firme; all’iniziativa promossa da cittadini europei aderiscono, in Italia, decine di organizzazioni tra cui Legambiente, Coldiretti, Slow Food, Acli e Wwf. A livello europeo la campagna è un ottimo esempio di come si possano fare battaglie comuni.\r\n\r\n \r\n\r\nVandana Shiva dedica la sua rubrica al “nuovo colonialismo” incarnato dalla fusione fra Monsanto e Bayer lo scorso settembre. Una riflessione dedicata alla perdita di controllo politico e ai monopoli delle grandi aziende. Tra cui il pericolo rappresentato dal più grande fornitore al mondo di prodotti per l’agricoltura nato dalla fusione delle due multinazionali “che condividono un lunga storia e un futuro parassitario, dove non c’è spazio per gli agricoltori, per la salute, per il cibo vero” scrive la scienziata ambientalista indiana. “Una vittoria per gli azionisti, per i manager, per le banche. E un danno grave per tutti gli altri, agricoltori e consumatori”. E la conclusione di Vandana Shiva, come sempre, indica la via della resistenza.\r\n\r\n \r\n\r\nFonte: Legambiente\r\n\r\n 

Grafica Divina

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