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Il cacciatore di nazisti – L’avventurosa vita di Simon Wiesenthal

Il cacciatore di nazisti – L’avventurosa vita di Simon Wiesenthal, spettacolo basato sugli scritti e sulle memorie di Simon Wiesenthal sarà in scena al Teatro Franco Parenti di MIano dal 18 al 22 gennaio 2023 , per non dimenticare mai, per combattere la rimozione e l’oblio di uno dei più tragici eventi consegnati alla storia dell’umanità. Affidato all’interpretazione di Remo Girone (grande attore e serio professionista), il testo vuole interrogarsi non solo sulla banalità del male ma anche sulle sue origini.
Il cacciatore di nazisti racconta la storia di Simon Wiesenthal, che dopo essere sopravvissuto a ben cinque campi di concentramento ha dedicato il resto della sua vita a dare la caccia ai responsabili dell’olocausto.

Il cacciatore di nazisti

Lo spettacolo si apre nell’ anno 2003 in quello che è l’ultimo giorno di lavoro di Simon Wiesenthal al centro di documentazione ebraica da lui fondato. Prima di andare in pensione Wiesenthal ripercorre mentalmente gli episodi significativi che hanno caratterizzato ben cinquantotto anni di inseguimento dei criminali di guerra nazisti responsabili della morte di più di undici milioni di persone di cui sei milioni di ebrei e prende corpo in un’atmosfera che va dal thriller di spionaggio all’indagine storica, vera, rivissuta dal protagonista con umana partecipazione ed un pizzico di umorismo tipicamente ebraico.

Grafica Divina

Con il suo lavoro di ricerca ed investigazione Wiesenthal è riuscito a consegnare alla giustizia circa 1.100 criminali di guerra nazisti tra i quali : Karl Silberbauer; sottufficiale della Gestapo responsabile dell’arresto di Anna Frank, Franz Stangl; comandante dei campi di concentramento di Treblinka e Sobibor, nonché Adolf Eichmann cioè colui che pianificò la “soluzione finale” così come amava definirla Hitler. Il processo ad Eichmann fu uno dei più importanti del secolo scorso svoltosi a Gerusalemme e terminato con la condanna a morte per impiccagione dell’imputato reo di crimini contro l’umanità.

Per questa ricerca frenetica che ha dell’incredibile Simon Wiesenthal fu ironicamente definito: “Il James Bond ebreo”. La sua caparbietà nella ricerca fu anche un modo per rivalersi su quella che lui definì la più cinica delle armi utilizzate dalle SS contro i prigionieri dei Lager: “La gente non vi crederà, non ci sono prove. La gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere credibili”! Lo scopo di questo spettacolo invece è quello di rendere tutto ciò credibile, di mantenere viva la memoria, di non cedere all’oblio.

“Non dimenticate mai, mi fido di voi!” Questa è l’esortazione che Simon Wiesenthal nella sua ricerca, scopre nel messaggio lasciato dalla piccola Sara , una protagonista delle tante vicende narrate nello spettacolo; e che lui stesso rivolgerà al pubblico a fine spettacolo.

Wiesenthal, a differenza della moglie che riuscì a sfuggire ai campi di concentramento grazie a documenti falsi forniti dalla resistenza polacca, fu catturato dai nazisti. Ruscì però a sfuggire più di una volta alle esecuzioni. Sopravvissuto, con la liberazione alla fine della seconda guerra mondiale dedicò la sua vita a documentare i crimini dell’Olocausto. Fondò e fu capo del Jewish Documentation Center di Vienna dove svolse tutte le sue ricerche.

Sarà uno spettacolo sicuramente coinvolgente, carico di emozioni e utile a far in modo che il ricordo di certi eventi (orrori più che altro) non finisca con le generazioni che li hanno vissuti; al contrario che sia patrimonio di tutti coloro che credono nella verità e monito per le generazioni future.
Assolutamente da vedere e da non perdere.

Articolo di: Ugo Negrini

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