Home Da leggere Alfredo Accatino ospite del Firenze Books con “La linea e l’ombra”

Alfredo Accatino ospite del Firenze Books con “La linea e l’ombra”

Sabato 8 ottobre, alle ore 12, Alfredo Accatino sarà ospite del Firenze Books (all’ippodromo del Visarno) per presentare “La linea e l’ombra”.

Alfredo Accatino “La linea e l’ombra”

Nei Laboratori Bauhaus di Dessau, la scuola di design che provò a cambiare il mondo, Erich Kroll, un ragazzo dal passato doloroso, soffre per non avere talento nel luogo simbolo del talento. Si illude che creatività e arte lo possano condurre al successo, e perseguirà questo obiettivo a ogni costo, sino a rovinarsi la vita. Lotterà così per emergere, seminando rancore e odio, dall’apertura della Scuola (1926), sino a quando Walter Gropius ne lascia la direzione (1928). Un “giro di vite” tra Maestri quasi mitologici (Kandinskij, Klee, Schlemmer) e studenti geniali, mentre sullo sfondo si scorge l’onda nera del nazismo e gli ultimi fuochi della Repubblica di Weimar.

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Alfredo Accatino (Roma, 1960) è uno dei più noti creativi italiani, autore di show e cerimonie per Olimpiadi, Expo, eventi in tutto il mondo. Sceneggiatore, editorialista, autore di numerose pubblicazioni, da alcuni anni ha iniziato un progetto editoriale per Giunti Editore, tradotto anche all’estero, finalizzato alla riscoperta degli artisti meno noti del ’900: una trilogia di grande successo (Outsiders), che ha conquistato i lettori oltre che gli appassionati di storia dell’arte.

Dal Libro

SCALA s.f. Struttura architettonica costituita da una successione di gradini, suddivisa in rampe e pianerottoli che consente di superare un dislivello.

Qui non è così. La scala non è un mezzo per raggiungere un luogo. È il luogo. E quelli sono i Bauhäusler. A loro piace, al di là della mera funzione, scendere, salire, sostare sulle scale, sotto la vetrata, restare con le spalle al muro, sedersi su gradini che diventano il salotto dove approcciare gli altri, finire una esercitazione, litigare su una teoria, su una idea, su una diceria, per amore o per qualche fattaccio inerente alla politica. Erich li guarda come fosse la prima volta, è più forte di lui, e vede una fauna mutante, molto diversa da quella che frequentava all’Accademia. La maggior parte oscilla tra i 20 e i 25 anni, ma ci sono anche studenti più grandi, quasi adulti, giunti qui attraverso percorsi imprevedibili. C’è addirittura una squadretta di diciottenni brufolosi preceduti dalla fama di geni ribelli. Molte donne, una ogni tre, il che fa credere di trovarsi in un luogo immaginato dal più sfacciato degli ormoni. Oggi è lunedì, e ogni lunedì c’è una agitazione maggiore, perché qualcuno ha fatto una scappata a casa e ha cose nuove da raccontare, e da come le confessa a bassa voce, o le innalza urlando per condividerne con la comunità, ne intuisci la rilevanza o la riservatezza. La massa si muove con il caos organizzato e sincronico di uno stormo di uccelli. Se volessero, potrebbero prendere il volo, o cacare tutti insieme, nello stesso istante. E infatti, come rispondendo a un richiamo misterioso, i ragazzi si scuotono, ondeggiano, iniziano a sciamare sulla scala, disperdendosi nelle aule. Basta un minuto, forse due, con un rumore di passi che sembra uno scroscio di pioggia. E nell’eco dell’ultima porta che si chiude, la scala torna a essere architettura.

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