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Stefano Ferrari ci racconta “Menomale che tu sei virale”

Stefano Ferrari “Menomale che tu sei Virale”

È online il videoclip di “Menomale che tu sei virale” nuovo singolo di Stefano Ferrari, un mix di acustico ed elettronico, che parla di tematiche ambientali, dell’ambiguità del reale e dei doppi sensi della vita attraverso l’ironia, il sarcasmo e la paradossale sovrapposizione di significati: “un manifesto dell’indifferenza dell’uomo nei confronti dell’ambiente inteso come natura, ma anche come società fatta di esseri umani che non si interessano più degli altri: il proprio benessere e profitto prima di tutto”.

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Grafica Divina
Stefano Ferrari

La nostra intervista

Da poco fuori “Menomale che tu sei virale”. Come nasce il progetto?

Il progetto è nato durante il lockdown, quando mi sono trovato a scrivere nuovamente molte canzoni grazie al tempo passato con il mio pianoforte. Da lì piano piano ha preso corpo l’idea di rimettermi in gioco con un nuovo album. In effetti già nel 2021 ho presentato alcuni singoli che faranno parte dell’album MenoMale in uscita in autunno.

Quali sono i temi che affronti in questo nuovo singolo?

Amo raccontare storie e parlare di qualsiasi tematica senza preclusioni andando ad indagare nell’ambiguità del reale, nei doppi sensi della vita attraverso ironia e sarcasmo e la paradossale sovrapposizione dei significati. Proprio per questo il mio nuovo singolo Meno male che tu sei virale è una provocazione che si basa proprio sulla doppia lettura del termine virale. Essere virale è visto come positivo, poiché se hai virus la società è obbligata considerarti sia come numero che come soggetto da tenere a distanza. Non è molto, ma almeno non sprofondi nell’oblio delle indifferenze, in quanto se non hai il virus l’unica possibilità di ottenere considerazione sarà diventare virale sui social punto insomma paradossalmente l’essere virali quale che sia il punto di vista, è l’unica salvezza dell’essere umano al giorno d’oggi.

Il brano è stato accompagnato dal videoclip. Cosa hai voluto mettere in risalto in questo visual art?

L’idea del viso artvideo nasce dall’esigenza di approfondire l’interpretazione social dell’essere virale. L’inquadratura fissa dall’alto su una ragazza che dorme in un letto di bottiglie di plastica pronta al suo risveglio a scattarsi dei selfie noncurante di ciò che la circonda; simboleggia l’indifferenza nei confronti dell’ambiente: essere virali è l’unica cosa che conta, se l’eredità che lasceremo al Pianeta Terra sarà un mare di plastica, non importa, dormiremo tranquilli in mezzo alle bottiglie.

Menomale che tu sei virale farà parte di un progetto più organico?

Come già accennato il singolo farà da apripista all’uscita del nuovo album MenoMale. Un album che trovo molto personale e di intimo in quanto racconta la mia vita e la mia esperienza attraverso la lente di un periodo molto delicato come è stato il lockdown del 2020.
Da qui sicuramente emerge la preoccupazione ambientale che spesso influenza il mio lavoro. Mi viene in mente il podcast I Walkadelici che conduco insieme ad Alessandro Porro, principale media partner di naturalmente musica, un progetto con una forte connotazione Green che tratta temi come la musica e l’ambiente attraverso notizie ed interviste di ospiti del mondo delle radio della musica e della carta stampata.

Quest’estate sarà carica di live?

Ebbene no. Quest’estate sarà carica di prove in quanto il mio chitarrista Silvio Masanotti è in tournée con Samuele Bersani. Quindi faremo le prove per il mio tour che sarà in autunno con l’uscita dell’album.

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