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Linda Lercari ci racconta Kaijin L’ombra di cenere

Linda Lercari è scrittrice eclettica passa dalla narrativa alla poesia, scrive di romanzi di fantapolitica, racconti noir passando da romanzi storici e gotici. ha ottenuto diversi importanti riconoscimenti. Appassionata di arti marziali da sempre da poco ha pubblicato per Idrovolante Edizioni, Kaijin L’ombra di cenere, un romanzo storico ambientato nel Giappone del 1330. Scopriamo qualcosa in più su di lei e sul libro in questa intervista.

Linda Lercari quando nasce la tua passione per l’Oriente e cosa in particolare ti affascina?

Sono sempre stata affascinata dall’Oriente. Sono nata in Liguria e ho vissuto molti anni a Genova. SIn da piccola mio padre era solito portare me e mio fratello a visitare periodicamente il museo “E. Chiossone” di storia e arte orientale appunto a Genova. Poi da grande, grazie a mio marito, ho cominciato a praticare il Kendo, l’arte marziale della Spada Giapponese.

Grafica Divina

Sotto quali spinte hai scritto il tuo romanzo L’ombra di cenere?

Kaijin – L’ombra di cenere è nato grazie alla pratica del Kendo. Frequento la SKL, la Scuola Kendo Lucca ho immaginato una storia fra due combattenti e un segreto che si cela fra loro. Nel romanzo ci sono moltissimi spunti presi dalle arti marziali.

La storia è ambientata nel Giappone del 1330 quali i vantaggi e gli svantaggi di ambientare in un luogo e in un tempo lontani?

Il vantaggio maggiore è che, essendo un periodo poco conosciuto, non tutti possono cogliere eventuali anacronismi, ma, altresì, per me è stato appunto difficile documentarmi proprio per evitarli. Ho cercato di essere comunque il più precisa possibile per quanto sia un romanzo di ambientazione storica, quindi non legato a fatti ed avvenimenti principali avvenuti in quel periodo.

Hai scritto sia poesia che narrativa in che modo convivono in te?

La poesia è uno stato d’animo che mi sostiene costantemente e che, a sua volta, ispira la narrativa. Senza poesia non ci sarebbe neppure quest’ultima, per me.

Anche il teatro ha fatto parte del tuo vissuto ha influito nel tuo modo di scrivere, raccontare o costruire i personaggi?

Per scrivere bene bisogna farlo di ciò che si conosce e io, per poter avere una maggior gamma di vite vissute, ho scelto di recitare in modo da avere in me più personaggi possibili. Ho frequentato, fra gli altri, le lezioni di Federico Barsanti del Piccolo Teatro Sperimentale. Una persona che mi ha dato molto su cui riflettere.

Cosa dobbiamo aspettarci?

Da Kaijin? Di tutto!!! Si tratta di un romanzo dove convivono onore, bushido, lotta, combattimenti, ma anche un amore così grande da riuscire ad annullare se stessi. Una storia sulle occasioni perdute eppure anche sulla determinazione a conseguire i propri scopi nonostante tutto e tutti. Fra le tante lezioni che il romanzo regala una su tutte: avere il coraggio di cogliere la felicità prima che sia troppo tardi.

Intervista di: Lucrezia Monti

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