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Marco Mannozzi “demiurgo del terzo millennio”

Marco Mannozzi con un passato canoro alle spalle, è il truccatore di attrici quali, tra le altre, Maria Grazia Cucinotta, Ornella Muti, Caterina Murino ed Elena Sofia Ricci. Per il trucco si ispira ai colori e alle luci dell’arte rinascimentale.

Per presentarlo lasciamo la parola alla giornalista Isabella Piaceri: “Io non so se Marco sia un truccatore secondo il senso attuale del termine. Io so che quando ti guarda e tu lo guardi nasce un fluido che tocca il viso ed entra dritto nel cuore. E forse nelle viscere. Un demiurgo del terzo millennio: ecco la definizione è nobile, ma calza. Perché comprende psiche e corpo, quell’humus di terrestre ed etereo che è in ogni donna anche se non è ancora femmina. Ma lo diverrà solo per i suoi occhi e poi per i nostri.

Grafica Divina

Come Michelangelo dal blocco di marmo, già caldo dopo le Alpi Apuane, estraeva con la mente prima che con gli strumenti e già immaginava la Pietà sotto le fredde pietre, Marco estrae la bellezza che non c’è o che c’è, eclatante e reale, immaginata e sognata, forte in questo mondo forte di inganni. Così la donna ‘dipinta’, novella vergine ed amazzone, va alla guerra, come un indiano dipinto con maggior vigore, la guerra che è la vita, la maternità, il lavoro e il cervello.

Occhi, labbra e carezze sono già pronte, dolci o aggressive, scure o cerulee, figlie di tinte e rossetti surreali che trasformano ciò che è dentro nella normalità esterna. Marco ci rende normali perché speciali e quando si ama sono i difetti gli enzimi più catalizzatori. Il difetto che rende uniche, un naso divino alla greca o un occhio pesto alla Cleopatra, madre di tutti i trucchi, antica prestigiatrice di uomini e imperi. O di Nausicaa, che attende il suo amante, diafana e leggera, bionda con pelle di luna che Marco illumina. Lui nasconde, esalta o limita e viaggia creando un percorso di proselite, un circolo di danzatrici moderne e antiche. È un Ulisse, che dei pennelli fa ali al folle volo.”

Quando si parla di trucco subito si pensa alle donne, c’è una cosmesi rivolta anche agli uomini? E se sì in cosa consiste?

Sì sicuramente. C’è sempre stata e si va dalle schiume da barba ai dopobarba che essendo lenitivi sono quindi idratanti. Per un uomo giovane può  bastare questo mentre un uomo più maturo potrà anche ricorrere a creme a base di pantenolo o l’acido ialuronico che aiutano a prevenire le rughe. Questo ormai è diventata prassi. Nella mia linea c’è una crema giorno notte apposita. Anche le sopracciglia oggi sono più curate rispetto a prima rasandole o sistemandole con la cosmesi. Nella mia lounge vengono molti uomini a chiedere consigli ed io ho ideato per questo una cipria adatta al contouring. Tutta esperienza maturata anche truccando gli attori.

Truccarsi vuol dire cambiarsi o mettere in risalto dei nostri aspetti?

Direi entrambi i motivi. Se pensiamo agli artisti del mondo dello spettacolo spesso assistiamo ad un desiderio di cambiamento, un nuovo look. C’è anche la parte di trucco che riesce a mettere in risalto i pregi del proprio volto ed è quello che sinceramente preferisco. Il mio motto è quello che le persone non devono sembrare truccate. Piccoli tocchi, colori, correttori anche ideati da me che servono ad eliminare dei piccoli inestetismi. Certo si può fare anche un trucco molto forte che cambi i connotati, ma questa è un’altra storia.

In un anno passato parzialmente chiusi, isolati o con metà volto nascosto il trucco era necessario nel quotidiano?

In realtà i miei clienti hanno continuato a chiamare o venire nel mio studio per consigli. Certo portando la mascherina si doveva concentrare il lavoro sugli occhi e sulle sopracciglia. Queste ultime andavano ben studiate e personalizzate per renderle in armonia con il resto del volto. L’occhio, a mio avviso, non doveva essere molto forte e per questo ho scelto colori armoniosi, chiari e luminosi proprio perché la maschera porta via tanto dall’espressione del viso se poi andiamo a mettere dei colori scuri o duri come il nero sugli occhi il tutto diviene ancora più severo e pesante. Ci sono accorgimenti anche per chi deve affrontare videochiamate di lavoro perché lo schermo distorce un poco la naturalezza dei colori quindi dobbiamo far attenzione ai colori che si vanno a scegliere, eliminare i rossori o le ombre scure.

Lei ha creato una sua linea cosmetica. Quali ne sono le finalità e cosa la caratterizza?

La Marco Mannozzi Make-up Line nasce dalla mia esperienza e da un lungo studio è un trucco per proporsi al prossimo in maniera curata anche nel quotidiano. Sono trucchi dai colori smaglianti che garantiscono un trucco impalpabile. Un maquillage fresco e  facile da utilizzare. Realizzo anche workshop su questo tema non solo nel mio locale, ma ho avuto anche un’esperienza meravigliosa sulle navi da crociera. I miei prodotti hanno sempre delle sostanze attive vegetali quali ad esempio l’equiseto, l’iperico, la centella asiatica, la rosa mosqueta, la camomilla o la vitamina del pantenolo quindi con proprietà nutritive ed anti age.

Se si volge indietro quali sono le tappe fondamentali del suo percorso professionale?

A soli 17 anni sono stato assunto come primo visagista italiano, quindi ancora minorenne, da Gil Cagniéche che mi scoprì a Roma vedendo in me un talento che io nemmeno sospettavo di avere. Fu così che presi l’aereo ed arrivai a Milano alla sede dell’Estée Lauder e da lì iniziò tutto. Quella è stata una grande scuola per me che mi ha portato a New York e Londra per il mondo della moda e dopo sono passato al cinema. Il mio primo film è stato con Mariangela Melato e  Charles Aznavour. Ho fatto l’Image Designer per la BMG in Germania dove realizzavo le immagini di vari artisti dal trucco, ai capelli al design del vestito e degli accessori. Forse il momento più creativo della mia carriera. Ho ricevuto nel 2010 dalla Camera di Commercio, dall `associazione Lucchesi, la Medaglia d`oro per i Lucchesi che si sono distinti nel mondo. Quest’anno per il prodotto dell’anno ho ricevuto il Prestige Award che è un premio inglese.

C’è un aneddoto o una storia che ha particolarmente a cuore?

Anni fa feci una serie televisiva che si chiamava “10 anni più giovane” su RTL 36 uscite televisive dove alcune ragazze con piccoli problemi estetici venivano truccate da me e le “ringiovanivo”. Poi si fermavano per strada i passanti e si domandava loro di dare l’età alle modelle e di solito era dagli otto ai dodici anni di meno.

Ad ogni età il suo trucco?

Il trucco non ha età. Ho mamme che mi portano delle bambini di 9 anni perché su Internet ci sono dei tutorial che presentano solo dei pastrocchi. Quindi io, calandomi nella mentalità di bambini di 9-10 anni cerco di fargli capire che basta del lucidalabbra o del mascara perché i bambini devono rimanere tali.

Intervista di: Luca Ramacciotti

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