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“Portofino Blues”: Valerio Aiolli e il mistero della contessa Vacca Agusta

“Portofino Blues”: Valerio Aiolli e il mistero della contessa Vacca Agusta. Villa Altachiara, Portofino, 8 gennaio 2001. Una serata gelida, un giardino silenzioso, e la scomparsa di Francesca Vacca Agusta, icona del jet set internazionale. Un mistero che ha avvolto l’Italia per anni, e che Valerio Aiolli riporta alla luce con “Portofino Blues” (Edizioni Voland), un romanzo che è un viaggio nel tempo e nei meandri di una vicenda mai del tutto chiarita.

Un’indagine tra cronaca e finzione

Grafica Divina

Aiolli non si accontenta di ricostruire i fatti, ma li trasforma in un noir inquietante, dove la realtà si mescola alla finzione, e i personaggi prendono vita con tutte le loro contraddizioni. “Ricordavo vagamente la vicenda della scomparsa della contessa Agusta, ma quando ci ho messo gli occhi sopra mi sono accorto che era una storia incredibilmente appassionante, da vari punti di vista”, racconta l’autore. Il mistero della scomparsa, la vita dei protagonisti, lo scenario di un’Italia in trasformazione, e il fascino ambiguo della contessa: tutto concorre a creare un racconto che cattura il lettore.

Un puzzle di indizi e suggestioni

La ricerca di Aiolli è meticolosa: giornali d’epoca, interviste televisive, biografie, sopralluoghi. Ma il suo intento non è quello di un reportage giornalistico, bensì di una narrazione che esplori le zone d’ombra della vicenda. “Il mio intento non era creare un reportage giornalistico che dicesse ‘questa è la verità sul caso Agusta’, ma raccontare quella storia, con tutti i dubbi e le incertezze ancora in essere, per tirarne fuori la mia versione narrativa”.

Portofino Blues
Portofino Blues

La struttura del romanzo alterna il “dentro” e il “fuori” di Villa Altachiara, il tempo sospeso dell’ultima sera della contessa e il susseguirsi delle indagini. “Ho deciso di alternare il ‘dentro’ (dentro i personaggi, dentro la villa, con un tempo che viene scandito dalle ore dell’ultimo giorno di vita della contessa) al ‘fuori’ (tutto ciò che accadeva dopo, le indagini, i movimenti dei personaggi effettuati in conseguenza di quanto successo, con un tempo misurato in giorni, settimane, mesi e anni), in modo che i due ambiti convergessero verso il drammatico finale”.

Un’Italia di luci e ombre

“Portofino Blues” è anche il ritratto di un’epoca, di un’Italia divisa tra lusso e decadenza, tra scandali e intrighi. “Allora, come oggi, convivevano a poca distanza storie meravigliose (come quella dell’epopea di Giacomo Agostini su MV Agusta) e vicende molto meno limpide e ‘buone’ (come la produzione e la vendita, da parte degli stessi Agusta, di elicotteri militari), c’erano intrighi politico-finanziari come ne vediamo oggi, la ricchezza veniva sbandierata come un valore di per sé, come di recente è accaduto addirittura in Parlamento”.

Un romanzo che interroga il presente

Aiolli ci invita a riflettere sul nostro presente, sulle dinamiche del potere, sulla fascinazione per la ricchezza. “Quello che mi sorprende sempre quando avvicino una situazione o un personaggio: la progressiva perdita dello status, dell’aura, dell’immagine con cui viene identificato da lontano, e l’emergere degli aspetti più contraddittori, più aspri ma anche più teneramente umani che, in qualche modo, ci accomunano tutti al di là delle provenienze geografiche, economiche o sociali”.

“Portofino Blues” è un romanzo che avvince, che fa pensare, che lascia il segno. Un viaggio nella memoria di un’Italia che non c’è più, ma che continua a interrogarci.

Valerio Aiolli: l’autore

Valerio Aiolli, nato a Firenze nel 1961, è uno scrittore di talento che ha saputo spaziare tra generi diversi, dal racconto al romanzo. Con “Portofino Blues”, ci regala un’opera che conferma la sua capacità di raccontare storie complesse e affascinanti.

Se ti interessa Valerio Aiolli leggia anche la nostra intervista!

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