Rivoluzione e tendenze nell’industria beauty

    Rivoluzione e tendenze nell’industria beauty: sicurezza e rispetto ambientale le priorità del settore

    Anche l’industria del beauty ha deciso di rinnovarsi, abbracciando uno stile molto più rispettoso della natura e dell’ecosistema che ci ospita. È stato un passo necessario, anche se non del tutto sufficiente, per riuscire a porre un freno ad uno dei settori in assoluto più inquinanti, ma anche per andare incontro alle nuove richieste di un mercato sempre più attento ai temi della salvaguardia dell’ambiente e deciso a cambiare le sorti di questa industria.

    Le nuove priorità dell’industria cosmetica

    L’industria della cosmesi si rinnova, sostituendo la lista delle proprie priorità, e ristrutturando una classifica che ora vede in cima il green e il rispetto dell’ecosistema. Ad oggi, i cosmetici più ricercati sono, non a caso, quelli realizzati partendo da estratti vegetali e dunque di natura biologica. Il veg, infatti, è uno dei trend di maggior successo anche nel settore della cosmesi.

    Grafica Divina

    Si tratta di una rivoluzione partita anche in Italia, grazie ad alcuni brand che hanno deciso di strutturare la propria mission basandosi sull’ascolto e sul confronto diretto con le consumatrici. Un esempio tangibile è quello della fanbase di Syster Beauty, un wellness brand italiano creato da una community di 60.000 donne, che evidenzia la necessità di adottare delle formule cruelty-free e naturali per la creazione dei prodotti beauty. Naturalmente esistono anche altre tendenze di riferimento in questa transizione a tinte green, come ad esempio un’attenzione sempre maggiore verso il packaging, come sempre orientata verso un comportamento sostenibile.

    Scendendo nel dettaglio della formulazione dei prodotti, oggi si preferiscono i principi attivi fermentati e gli olii naturali, come quelli a base di composti fenolici. Non a caso si parla di Clean Beauty, una cosmesi sempre più pulita e rispettosa della natura, persino antibatterica, nata sotto l’influsso della pandemia del 2020. In altre parole, cresce l’attenzione nei confronti del green, ma anche la ricerca fa passi in avanti notevoli.

    L’UE contro la sperimentazione cosmetica sugli animali

    La sperimentazione cosmetica sugli animali è un altro tema di assoluta rilevanza nella creazione di prodotti cosmetici cruelty-free. Questa pratica viene tassativamente proibita in Europa già dal 2004, ma il problema continua a presentarsi a livello internazionale; non a caso, l’UE ha deciso di proibire anche la circolazione dei prodotti frutto di questa pratica entro i confini europei.

    Da alcuni anni il parlamento europeo è impegnato in una lotta che travalica i suoi confini: dal 2018, infatti, è iniziata una complessa discussione con gli altri paesi per rendere illegale a livello globale e internazionale la sperimentazione cosmetica sugli animali. L’obiettivo è raggiungere un accordo che possa mettere la parola fine a questa pratica, rendendola illegale entro il 2023.

    Purtroppo, ancora oggi il problema non è semplice da arginare: anche in Europa, gli scaffali continuano ad essere invasi da prodotti sperimentati sugli animali al di fuori del territorio europeo. Dal canto suo, l’UE continua a cercare di opporsi con tutte le sue forze al fenomeno, non solo sensibilizzando i cittadini, gli stati e le aziende, ma finanziando la ricerca scientifica nel settore della cosmesi. Nel mentre, alcune organizzazioni danno una mano, creando ad esempio delle vere e proprie black list contenenti i nomi delle aziende di cosmesi che sperimentano sugli animali.

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