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G. Vi racconto Gaber

L’1 gennaio 2013 ricorre il decennale della scomparsa di Giorgio Gaber.\r\n\r\nIl 2 gennaio la Fondazione Gaber e Mondadori propongono “G. Vi racconto Gaber”, il libro evento di Sandro Luporini a lungo atteso da tutti i gaberiani.\r\n\r\nLo storico coautore e amico di Giorgio Gaber rompe il suo ormai leggendario riserbo e, dal suo inviolabile rifugio viareggino, apre le porte su uno dei più straordinari sodalizi artistici degli ultimi decenni, svelando un tesoro di cui è il più autorevole custode.\r\n\r\nNel libro scritto con Roberto Luporini, Sandro racconta le discussioni, le idee, i dubbi, le storie, e qualche volta le coincidenze che hanno dato origine ai loro capolavori: cosa intendevano veramente in certe canzoni troppo spesso fraintese, da dove è nata la battuta “quasi quasi mi faccio uno shampoo”, o che “…volevamo dire ‘libertà è spazio di incidenza’, ma anche senza essere musicisti si capisce bene che una roba così non si poteva proprio cantare”. Ma anche i particolari di un uomo fuori dall’ordinario, ironico e curioso di tutto, che lavorava anche quando sembrava fare altro e andava al mare con le Clark. “Avrebbero voluto da Giorgio e da me delle risposte. Proprio da noi che abbiamo vissuto tutta la vita nell’assoluta certezza del dubbio”.\r\n\r\nIl racconto si sviluppa intorno all’incontro tra Luporini e un ragazzo giovane, attento e appassionato che non ha avuto la fortuna di conoscere il Signor G e la sua epoca.\r\n\r\nIl risultato è puro Gaber: intelligenza, ironia e una profondità che, appena rischia di diventare pesantezza, ha uno scarto, un guizzo, e ritorna meravigliosamente leggera.\r\n\r\n“G.” è quanto di più vero e definitivo si potesse scrivere su Giorgio Gaber. Sandro Luporini riesce nel miracolo di restituirci quello stile, quel gusto, quel modo di vedere le cose che ci ha tanto affascinato, e di cui tanto sentivamo la mancanza.\r\n\r\n \r\n\r\nLe parole di Luporini ripercorrono i loro spettacoli dal 1970 fino agli ultimi due lavori discografici: undici capitoli in ordine cronologico, tanti quanti gli spettacoli di Gaber-Luporini, dal 1970 fino all’ultima ripresa di Un’idiozia conquistata a fatica, per chiudere con “Io non mi sento italiano”, il suo testamento, uscito postumo.\r\n\r\n \r\n\r\n“G.” rappresenta un’occasione imperdibile di approfondire l’opera del Teatro -Canzone per tutte quelle platee che l’hanno amato ma, anche e soprattutto, per coloro che non hanno potuto conoscerlo.\r\n

Fonte: Ufficio stampa Goigest

Grafica Divina

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\r\n \r\n\r\nSandro Luporini\r\n\r\nAutore e pittore, nasce a Viareggio il 12 Luglio 1930.\r\n\r\nStudente d’ingegneria all’università di Pisa, nel 1953 abbandona gli studi per dedicarsi alla pittura e si trasferisce a Roma.\r\n\r\nNel 1956 è a Milano e partecipa a varie mostre assieme ai pittori della Galleria Bergamini, prendendo parte agli eventi del realismo esistenziale, per poi legarsi più tardi al gruppo della Metacosa. All’inizio degli anni Sessanta conosce Giorgio Gaber e tra i due nasce subito un’amicizia, che sfocia presto in un sodalizio artistico che durerà fino al 2003. La loro collaborazione porta alla nascita del genere Teatro-Canzone. Tra i loro più importanti spettacoli: “Il signor G”, “Far Finta di essere sani”, “Libertà obbligatoria”, “Polli di allevamento”,  “Anni affollati”, “Il Grigio”, “Il caso di Alessandro e Maria” e “Il dio bambino”.

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